La crisi, ma anche l’instabilità del lavoro e della famiglia che contraddistinguono i nostri tempi, mettono in difficoltà sempre più italiani a causa dei troppi debiti da pagare.

Gli ultimi dati disponibili evidenziano che oltre una famiglia su cinque ha troppi debiti consistenti e che circa un milione duecentomila famiglie e microimprese sono seriamente in difficoltà economica.

Per questo motivo esponiamo di seguito una lista di informazioni utili a tutti coloro che si trovano in una situazione di eccessivo indebitamento.

Troppi debiti: quali sono le conseguenze

Le persone in difficoltà economica si trovano spesso ad un bivio: pagare le rate e non riuscire a vivere una vita dignitosa oppure non pagare e subire le conseguenze. Ma quali sono queste conseguenze?

Prima di tutto liberiamo il campo da un equivoco frequente: le conseguenze di non pagare i propri debiti sono solo patrimoniali, non si rischia il carcere e nessun processo per questo! Spesso ci vengono fatte domande su possibili conseguenze catastrofiche: nella maggior parte di casi si tratta di “stupidaggini” messe in giro da società di recupero del credito per spaventare il debitore e farlo pagare.

Prima conseguenza: aggrediti dai recupero crediti

Le società di recupero crediti svolgono un’attività mirata a ottenere il pagamento di un credito, sia quando il debitore si rifiuta di pagare sia quando si trova in una situazione di momentanea difficoltà nell’onorare i propri debiti.

Spesso chi ha contratto troppi debiti e non riesce più a ripagarli, viene bersagliato da queste aziende che cercano di recuperare i debiti arretrati. Ma fino a che punto le compagnie di recupero crediti possono spingersi?

In questo articolo trovi tutti gli espedienti che utilizzano queste società https://pianodebiti.it/la-lista-dei-10-espedienti-societa-recupero-crediti/:consultalo se stai cercando informazioni su come difenderti dai comportamenti aggressivi delle aziende che si occupano di recuperare il credito.

Seconda conseguenza: segnalazione in CRIF

Quando una persona o un’azienda ritarda il pagamento di un prestito/mutuo/finanziamento o addirittura smette di pagarlo, il mancato pagamento viene registrato in banche dati, visibili a tutte le altre banche e finanziarie.

La più conosciuta è Crif, ma esistono anche le banche dati Experian, Consorzio Tutela del Credito ed altre.
In questo caso, comunemente, si dice che la persona diventa un “cattivo pagatore “. Normalmente, nessuna finanziaria darà nuovo credito a una persona con una storia di cattivo pagatore. Essere iscritti come cattivo pagatore comporta quindi l’impossibilità di avere nuovo credito o di rinegoziare i debiti attualmente in essere.

Ogni volta che si proverà a chiedere un finanziamento ad una nuova banca, questa vedrà la segnalazione come cattivo pagatore (basta una semplice richiesta telematica) e ci negherà il credito spesso senza neppure dirci perché!
Si tratta di una situazione che riguarda moltissimi italiani: secondo Banca d’Italia circa 900.000 persone sono segnalate come cattivi pagatori!

Oggi è possibile venire cancellati da queste banche dati, a seguito di importanti sentenze della Corte di Cassazione. Risulta necessaria assistenza di professionisti: se vuoi più informazioni clicca qui o compila il form.

Terza conseguenza: il pignoramento

Quando a seguito dei troppi debiti non riesci a pagare, i creditori possono cercare di riprendere i propri soldi con il pignoramento e la vendita dei beni del debitore. Pertanto, se non si pagano i propri debiti si potrà perdere la casa, ma anche vedersi pignorato un quinto dello stipendio o il conto corrente. Raramente, ma è teoricamente possibile, il creditore può anche pignorare beni mobili, come l’auto oppure i mobili.

Il processo che porta al pignoramento è lungo e complesso: se cerchi informazioni sul pignoramento dello stipendio, della pensione o di un immobile, sul nostro sito trovi articoli dettagliati e con informazioni affidabili.

Quarta conseguenza: debito verso l’Agenzia delle Entrate

Quando il creditore è lo Stato, l’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate Riscossioneha la possibilità di mettere un fermo amministrativo sulle auto e i mezzi di trasporto e di pignorare (ad esempio il conto corrente) senza avvisare il creditore. Gli altri creditori (banche condominio, fornitori, ecc.) invece dovranno passare attraverso un precetto e poi notificare anche il pignoramento, per cui il debitore in difficoltà viene preavvisato con anticipo del possibile pignoramento.

Troppi debiti: le tre soluzioni possibili

Prima soluzione: risolvi a Saldo e Stralcio

Il saldo e stralcio è un accordo scritto, senza vincoli di legge, tra il debitore e l’istituto creditore che punta ad ottenere la chiusura dei rapporti finanziari in essere. Quando il finanziamento o il mutuo non viene saldato, passa in contenzioso.

Cosa significa quindi chiedere un saldo e stralcio? Significa proporre al creditore una somma inferiore a quella dovuta per chiudere definitivamente il proprio stato debitorio.  Il debitore si impegna a pagare subito una cifra a sua effettiva disposizione. Salderà la propria posizione debitoria solo con quanto possiede effettivamente. La controparte avrà la certezza del rientro di una parte della somma sovvenzionata e rinuncerà quindi ad ogni pretesa nei suoi confronti. La somma residua verrà stralciata.

Solitamente, l’istituto finanziatore si riserva di accettare la proposta ricevuta sulla base di alcune variabili. Ad esempio, per le politiche interne ad esso. In caso di accettazione, esigerà il pagamento della somma in un’unica soluzione.

La cosa più importante a cui deve prestare attenzione il debitore nel caso in cui la sua proposta venga accettata, è la modalità in cui verrà redatta la quietanza liberatoria. Essa, infatti, dovrà contenere esplicitamente la rinuncia al debito residuale. Se questa specifica non sarà presente, il debitore correrà il rischio di rimanere segnalato per il debito restante senza stralcio credito a suo tempo ottenuto.

Sottolineiamo che il saldo e stralcio non si può applicare ai debiti contratti con Equitalia. Equitalia è infatti un ente di riscossione e non può accordarsi, ma solo riscuotere quanto le è dovuto senza stralcio crediti.

Troppi debiti cosa fare? Accedi alla Legge 3 2012

Seconda soluzione: Accedi alla Legge 3 2012

La Legge 3 2012 è una norma introdotta nell’ordinamento giuridico per rimediare alle situazioni di sovraindebitamento (che si genera proprio quando le persone hanno troppi debiti). Il sovraindebitamento è la condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti con le disponibilità economiche che hanno. Chi accede alla procedura deve rispettare determinate regole previste dalla legge e sottostare in fase finale all’omologa prevista dal Tribunale di competenza.

Alla Legge 3 2012 possono accedere dipendenti, pensionati, professionisti, aziende agricole e piccoli imprenditori. Possono usufruire di tre diverse procedure: piano del consumatore, accordo con i creditori e liquidazione del patrimonio.

Si redige un piano di rientro del debito che stabilisce pagamenti dilazionati sulla base della situazione economica della persona coinvolta. Viene lasciata a disposizione una somma adeguata ad un’esistenza dignitosa. Il debito che alla fine della procedura non potrà essere pagato verrà esdebitato, cioè cancellato.

Accedere alla Legge 3 2012 conviene maggiormente a chi è indebitato con numerosi creditori: si tratta di una procedura specifica per le persone che hanno cumulato troppi debiti: infatti anche se qualche creditore è in dissenzo si deve adeguare a quanto deciso dalla maggioranza dei creditori o dal giudice.

Il vantaggio maggiore che deriva però dalla Legge 3 2012 è che la presentazione della procedura di sovraindebitamento blocca le azioni esecutive in atto (pignoramenti, aste ecc.)

In conclusione, ogni situazione è un caso a sé. Sia la Legge 3 2012 che il saldo e stralcio sono procedure da valutare con attenzione in cui sarebbe opportuno essere assistiti da un esperto.

Terza soluzione: il consolidamento del debito

Il consolidamento debiti è una soluzione vantaggiosa offerta dalle banche in favore del debitore, che consente di sostituire un unico finanziamento a più prestiti preesistenti.

Sul piano pratico, tale operazione permette spesso al debitore che si ritrova più rate da pagare ogni mese, la possibilità di pagare una rata unica (solitamente di importo inferiore  rispetto alla somma complessiva pagata in precedenza).

Uno dei vantaggi è la possibilità di spalmare i propri debiti su un piano di ammortamento più lungo: di conseguenza, la rata unica mensile risulta di importo più leggero.

L’importo di quest’ultima può essere concordato con l’ente che concede il consolidamento debito. A tal fine, l’istituto creditizio può riconoscere un periodo di rientro particolarmente lungo, ad esempio fino a 10 anni.

Come uscirne legalmente?

I soggetti che si trovano in difficoltà economica hanno a disposizione strumenti utili a risanare i loro debiti. Spesso però ci sono soluzioni migliori in base alla propria situazione debitoria.
Tra le soluzioni più vantaggiose per il debitore vi sono la Legge 3 2012 e il Saldo e stralcio. Sono opzioni molto diverse tra loro: occorre valutarle attentamente per capire quale più si adatta al nostro caso.

 

Piano Debiti ti offre una consulenza professionale che ti aiuta in caso di sovraindebitamento. Analizziamo gratuitamente la tua situazione debitoria e ti aiutiamo ad uscirne al meglio, consigliandoti la strada migliore da seguire. Contattaci inviando una richiesta o chiamandoci al numero 345 0971 798.