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Sovraindebitamento startup: una guida completa

Parliamo di sovraindebitamento e startup. La tua startup innovativa è in difficoltà economica e stai valutando come intervenire per risolvere questa crisi? Ancora nel 2024 molti non sanno che tra i vantaggi riservati alle start up innovative c’è quello di poter accedere alle procedure di sovraindebitamento (oggi normate dal Codice della Crisi) indipendentemente dal fatturato e dal volume di debiti. Un vantaggio decisivo nel momento in cui la startup si trova in difficoltà a pagare i propri debiti e vuole ristrutturare le posizioni debitorie, oppure chiudere la propria attività.

Ti consigliamo di procedere nella lettura di questo articolo se hai già un’idea di come funzioni una procedura di sovraindebitamento: in alternativa puoi trovare informazioni complete sulle procedure in generale in questo articolo https://pianodebiti.it/sovraindebitamento/ prima di procedere con la lettura.

La startup innovativa può quindi risolvere eventuali crisi del debito in maniera agevolata rispetto alle altre aziende fallibili, e allo stesso modo può essere liquidata in maniera semplice affidandola a un piano di liquidazione previsto da questo normative

La startup Innovativa

La possibilità di qualificare un’azienda come Startup innovativa viene istituita con il Decreto Legge 179/2012. Si definisce che alcune aziende, che portano avanti attività tecnologiche o comunque innovative, possano essere ritenute meritevoli di una serie di vantaggi ed agevolazioni rispetto alle altre imprese di diversa natura.

La Startup innovativa può sempre accedere alle procedure di sovraindebitamento, qualora si trovi in uno stato di crisi e lo ritenga opportuno, considerato che le imprese innovative non sono soggette alla generalità delle procedure concorsuali per le aziende maggiori e vengono quindi ricomprese tra i soggetti non fallibili.

La previsione di legge è particolarmente opportuna in quanto la Startup ha come oggetto lo sviluppo di un progetto innovativo e come tale intrinsecamente rischioso ed incerto. Chi avvia una nuova attività sa che il fallimento del progetto è una delle possibilità da contemplare. D’altra parte però l’innovazione è uno dei motori di sviluppo economico e sociale di ogni paese progredito. Quindi il legislatore ha previsto la possibilità di utilizzare quale via di uscita da una situazione di “fallimento” due possibilità agevolate, ovvero il concordato minore e la liquidazione controllata. In questa disposizione vi è un trattamento di favore verso l’imprenditore innovativo insolvente, rispetto alle ordinarie procedure concorsuali.

Riprendendo quanto scritto dal legislatore si assume la non fallibilità “a seguito dell’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello di innovazione. Si vuole indurre l’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma posto alla base dell’iniziativa, posto l’elevato tasso di mortalità fisiologica delle Startup“.

Inoltre un altro obiettivo a fondamento di una tale scelta è “quello di contrarre i tempi della liquidazione giudiziale delle Startup in crisi, approntando un procedimento semplificato rispetto a quelli previsti dalla legge fallimentare e così facilitare la ripartenza dello startupper su nuove iniziative imprenditoriali.” Anche quando si parla impropriamente, riprendendo la definizione americana di “fast fail” o di fallimento facile, si intende comunque la possibilità di accedere alle procedure della Legge 3 2012.

Codice della crisi e Startup: i requisiti per l’accesso

I requisiti per l’accesso alla normativa sul sovraindebitamento da parte della startup innovativa, sono molto simili a quelli dell’impresa commerciale non fallibile, oltre evidentemente alla persistenza dell’iscrizione come Startup. Sostanzialmente sono due le condizioni di base per poter accedere alla legge sul sovraindebitamento:

  1.  Essere regolarmente iscritti presso l’elenco speciale delle Startup innovative, anche con finalità sociali: pertanto deve permanere uno dei tre requisiti di base, per cui un’azienda può essere classsificata come innovativa.
  2. Essere in stato di sovraindebitamento, ovvero che per l’impresa esista un rilevante squilibrio tra le risorse prontamente liquidabili ed il debito da onorare.
  3. è palese ma è bene ribadirlo, che non potrà accedere alla procedura la Startup nell’ambito della cui attività siano stati commessi “atti di frode”. Si pensi ad esempio ad una distrazione del patrimonio, ovvero ad attività fraudolente verso i creditori.
  4. Come sopra evidenziato, la Startup innovativa può accedere ai benefici sul sovraindebitamento indipendentemente dal volume di affari, dal debito e dal patrimonio, in deroga alle normali soglie di non fallibilità.
  5. Per quanto riguarda il riconoscimento dello stato di squilibrio finanziario, valgono le regole generali applicabili a qualsiasi altra impresa soggetta al Codice della Crisi .

Sovraindebitamento startup: le procedure applicabili

Attualmente si possono applicare le procedure della legge 3 2012 ovvero:

  • Concordato minore. Permette all’impresa di proporre un pagamento parziale dei creditori, secondo le regole del concorso, ovvero similmente a quanto avviene nei concordati. Tale procedura ha la finalità di “salvare” la continuità dell’impresa, permettendole di superare il momento di crisi finanziaria, attraverso una completa ristrutturazione delle posizioni debitorie. In caso di accordo positivamente omologato, il debito non pagato verrà esdebitato.
  • Liquidazione controllata. Nel caso non sia possibile ristrutturare il debito della Startup, la liquidazione permette la chiusura dell’azienda affrontando la crisi del debito. L’azienda sarà presa in carico da parte di un liquidatore nominato dal Tribunale al fine di vendere eventuali asset e distribuire il ricavato ai creditori.

Altro aspetto importante da sottolineare per quanto riguarda la liquidazione della Startup, è che soci ed amministratori godono di un regime di particolare favore per quanto riguarda la “pubblicità” del loro coinvolgimento nella liquidazione. Secondo l’art. 31 del d.l. 179/2012 secondo comma, trascorsi dodici mesi dalla pubblicazione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione prevista dall’art 268 del codice della crisi, la compagine sociale delle Startup non sarà più visibile nel registro delle imprese, né nelle banche dati. Questo per evitare che il discredito conseguente all’insolvenza dell’azienda possa coinvolgere la credibilità dell’investitore per future iniziative imprenditoriali.
Anche per le Startup potranno essere oggetto della procedura debiti di ogni natura, ricomprendendo il debito verso Agenzie delle Entrate Riscossione (ex Equitalia).

Risolvere la crisi del debito nella Startup

Parlare di sovraindebitamento per la Startup, potrebbe sembrare inopportuno per imprese volte naturalmente alla crescita ed al futuro. La possibilità di gestire una crisi del debito o una chiusura dell’attività in maniera razionale, sono elementi essenziali per la corretta pianificazione e gestione dell’impresa innovativa. In questo senso ogni situazione andrà valutata nella sua particolarità, ma ci sono alcuni punti di riflessione che meritano attenzione:

  1. Il primo è che la Startup è non fallibile per la durata della sua qualifica, ma questo “scudo” decade se perde l’iscrizione, ovvero sicuramente dopo il quinto anno dalla nascita dell’impresa (le Startup non possono essere definite tali oltre i 5 anni dalla nascita). È quindi possibile che un’impresa contragga dei debiti come Startup non fallibile, ma a seguito della perdita del requisito diventi fallibile con tutti i problemi che sorgerebbero in questo caso per soci ed amministratori. Ne consegue che in caso di difficoltà finanziarie, ovvero di abbandono del progetto imprenditoriale, la strada di una delle procedure di sovraindebitamento diventi quasi obbligata al fine di risolvere la crisi utilizzando la procedura più tutelante.
  2. La Startup spesso è un’azienda che ha al suo interno una pluralità di soci con interessi diversi. Chi tra soci ed amministratori si deve far carico della gestione di un eventuale insuccesso investendovi tempo ed energie? L’avvio di una procedura di liquidazione potrebbe risolvere con imparzialità questo problema, demandandolo al liquidatore nominato dal tribunale. Una via semplice (e meno costosa di altre) per uscire da una possibile situazione di stallo ben chiara a chi conosce il settore delle Startup e degli investitori.
  3. Se invece esiste la volontà procedere con una ristrutturazione del debito, la possibilità di impostare piani (anche complessi, e con l’intervento di nuovi investitori) utilizzando uno strumento formale(il concordato minore) che tutela tutte le parti coinvolte, e che per sua natura offre molti spazi di flessibilità, si rivela vincente per le Startup che necessitano spesso di soluzioni su misura, di investitori ed azionisti.
  4. Un cenno meritano anche i costi. Sicuramente le procedure sono molto meno onerose delle “normali” procedure concorsuali. Il costo complessivo per una proposta di ristrutturazione per una Startup dipende da una serie di variabili, ma può andare da qualche migliaio di euro, a qualche decina nei casi più complessi, cifre abbordabili nella maggior parte dei casi.

Anche in questo caso è importante sottolineare che la procedura di sovraindebitamento presenta alcuni aspetti molto tecnici ed è fondamentale che la Startup sovraindebitata si rivolga a professionisti specializzati.
Uno sforzo necessario per raggiungere l’obiettivo di risolvere il problema del debito e tornare ad una vita serena per se e per la propria famiglia.

Cosa dice la Cassazione sull’accesso alle procedure per le startup

Nel corso degli ultimi anni si è creata incertezza sull’accesso alle procedure di sovraindebitamento per l’azienda innovativa su un punto fondamentale: basta l’iscrizione del registro delle imprese innovative per definire un’azienda non fallibile, oppure il giudice ha la possibilità di verificare in concreto se l’azienda è realmente innovativa o se l’iscrizione al registro è meramente formale.

La Cassazione con la sentenza del 4 Luglio 2022 n. 21152 ha chiarito che l’iscrizione nel Registro delle imprese di una start-up innovativa ha natura di pubblica notizia e, quindi, rappresenta una condizione certamente necessaria, ma non anche sufficiente a garantire l’applicazione della disciplina agevolata e, segnatamente, l’esonero dalla dichiarazione di fallimento, dovendo sempre essere assicurato e verificato, nella sede giudiziale specificatamente preposta, l’effettivo e concreto possesso dei requisiti, al di là della loro formale attenzione e di un loro riscontro meramente cartolare.

E’ quindi insufficiente la sola declinazione formale da parte della società interessata delle capacità innovative, ma occorre provare in concreto la reale sussistenza di una attività d’impresa rivolta alla creazione, allo sviluppo e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi o ad alto contenuto tecnologico-scientifico, nonché l’individuazione del personale qualificato e dei costi-ricavi sostenuti.

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Piano Debiti è tra le poche aziende italiane che hanno seguito numerosi piani di ristrutturazione del debito di startup innovative (siamo nati come startup innovativa nel 2015!!) . Abbiamo competenze specifiche in questo abito e seguiamo professionalmente il debitore in ogni fase della procedura, sia in generale per la procedura di sovraindebitamento sia in relazione alle specifiche problematiche dell’impresa innovativa. L’obiettivo dell’assistenza dei nostri professionisti è quello di cercare di ottenere il migliore risultato ed accedere alla procedura più vantaggiosa per ogni singolo caso.

Vuoi sapere di più sulle startup innovative? Link al sito del ministero
https://www.mise.gov.it/index.php/it/impresa/competitivita-e-nuove-imprese/start-up-innovative

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