Start Up innovativa2018-06-15T09:38:00+00:00

Procedure di sovraindebitamento: i vantaggi per la Startup innovativa

Startup innovativa

Startup innovativa

La possibilità di qualificare un’azienda come Startup innovativa viene istituita con il Decreto Legge 179/2012. Si definisce che alcune aziende, che portano avanti attività tecnologiche o comunque innovative, possano essere ritenute meritevoli di una serie di vantaggi ed agevolazioni rispetto alle altre imprese di diversa natura. Tra queste agevolazioni c’è la possibilità di accedere alla Legge 3 2012 indipendentemente dai requisiti dimensionali. La Startup innovativa può sempre accedere alle procedure di sovraindebitamento, qualora si trovi in uno stato di crisi e lo ritenga opportuno, considerato che le imprese innovative non sono soggette alla generalità delle procedure concorsuali di cui al R.D. n. 267 del 16 marzo 1942, e vengono quindi ricomprese tra i soggetti non fallibili.

La previsione di legge è particolarmente opportuna in quanto la Startup ha come oggetto lo sviluppo di un progetto innovativo e come tale intrinsecamente rischioso ed incerto. Chi avvia una nuova attività sa che il fallimento del progetto è una delle possibilità da contemplare. D’altra parte però l’innovazione è uno dei motori di sviluppo economico e sociale di ogni paese progredito. Quindi il legislatore ha previsto la possibilità di utilizzare quale via di uscita da una situazione di “fallimento” la Legge 3 2012. In questa disposizione vi è un trattamento di favore verso l’imprenditore innovativo insolvente, rispetto alle ordinarie procedure concorsuali.

Riprendendo quanto scritto dal legislatore si assume la non fallibilità “a seguito dell’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello di innovazione. Si vuole indurre l’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma posto alla base dell’iniziativa, posto l’elevato tasso di mortalità fisiologica delle Startup“.

Inoltre un altro obiettivo a fondamento di una tale scelta è “quello di contrarre i tempi della liquidazione giudiziale delle Startup in crisi, approntando un procedimento semplificato rispetto a quelli previsti dalla legge fallimentare e così facilitare la ripartenza dello startupper su nuove iniziative imprenditoriali.” Anche quando si parla impropriamente, riprendendo la definizione americana di “fast fail” o di fallimento facile, si intende comunque la possibilità di accedere alle procedure della Legge 3 2012.

Legge 3 2012 e Startup: i requisiti per l’accesso

I requisiti per l’accesso alla normativa sul sovraindebitamento da parte della startup innovativa, sono molto simili a quelli dell’impresa commerciale non fallibile, oltre evidentemente alla persistenza dell’iscrizione come Startup. Sostanzialmente sono due le condizioni di base per poter accedere alla legge sul sovraindebitamento:

  1. Essere regolarmente iscritti presso l’elenco speciale delle Startup innovative, anche con finalità sociali: pertanto deve permanere uno dei tre requisiti di base, per cui un’azienda può essere classsificata come innovativa.
  2. Essere in stato di sovraindebitamento, ovvero che per l’impresa esista un rilevante squilibrio tra le risorse prontamente liquidabili ed il debito da onorare.

È palese ma è bene ribadirlo, che non potrà accedere alla procedura la Startup nell’ambito della cui attività siano stati commessi “atti di frode”. Si pensi ad esempio ad una distrazione del patrimonio, ovvero ad attività fraudolente verso i creditori.

Come sopra evidenziato, la Startup innovativa può accedere ai benefici della Legge 3 2012 indipendentemente dal volume di affari, dal debito e dal patrimonio, in deroga alle normali soglie di non fallibilità.

Per quanto riguarda il riconoscimento dello stato di squilibrio finanziario, valgono le regole generali applicabili a qualsiasi altra impresa soggetta alla Legge 3 2012. Lo stesso per le procedure applicabili che sono:

Accordo di composizione della crisi: chiamato anche piccolo concordato. Permette all’impresa di proporre un pagamento parziale dei creditori, secondo le regole del concorso, ovvero similmente a quanto avviene nei concordati. Tale procedura ha la finalità di “salvare” la continuità dell’impresa, permettendole di superare il momento di crisi finanziaria, attraverso una completa ristrutturazione delle posizioni debitorie. In caso di accordo positivamente omologato, il debito non pagato verrà esdebitato. Rimandiamo per maggiori dettagli a quanto previsto per la piccola impresa, che si applica in toto anche all’impresa innovativa.

Liquidazione del patrimonio: nel caso non sia possibile ristrutturare il debito della Startup, la liquidazione pemette la chiusura dell’azienda affrontando la crisi del debito. L’azienda sarà presa in carico da parte di un liquidatore nominato dal Tribunale al fine di vendere eventuali asset e distribuire il ricavato ai creditori. Va sottolinato che il liquidatore di cui alla Legge 3 2012, è figura ben diversa nei poteri e nelle funzioni da quella del liquidatore giudiziale del fallimento. La sua figura non dovrà indagare le precedenti azioni degli amministratori (già vagliate in fase di ammissione) ma semplicemente dovrà valutare e vendere gli asset, distribuendo il ricavato e rispettando eventuali privilegi di legge.
Altro aspetto importante da sottolineare per quanto riguarda la liquidazione della Startup, è che soci ed amministratori godono di un regime di particolare favore per quanto riguarda la “pubblicità” del loro coinvolgimento nella liquidazione. Secondo l’art. 31 del d.l. 179/2012 secondo comma, trascorsi dodici mesi dalla pubblicazione nel registro delle imprese del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’art. 14 quinquies della citata Legge 3/2012, la compagine sociale delle Startup non sarà più visibile nel registro delle imprese, né nelle banche dati. Questo per evitare che il discredito conseguente all’insolvenza dell’azienda possa coinvolgere la credibilità dell’investitore per future iniziative imprenditoriali.

Anche per le Startup potranno essere oggetto della procedura debiti di ogni natura, ricomprendendo il debito verso Equitalia.

Risolvere la crisi del debito nella Startup

Parlare di sovraindebitamento per la Startup, potrebbe sembrare inopportuno per imprese volte naturalmente alla crescita ed al futuro. La possibilità di gestire una crisi del debito o una chiusura dell’attività in maniera razionale, sono elementi essenziali per la corretta pianificazione e gestione dell’impresa innovativa. In questo senso ogni situazione andrà valutata nella sua particolarità, ma ci sono alcuni punti di riflessione che meritano attenzione:

  1. Il primo è che la Startup è non fallibile per la durata della sua qualifica, ma questo “scudo” decade se perde l’iscrizione, ovvero sicuramente dopo il quinto anno dalla nascita dell’impresa (le Startup non possono essere definite tali oltre i 5 anni dalla nascita). È quindi possibile che un’impresa contragga dei debiti come Startup non fallibile, ma a seguito della perdita del requisito diventi fallibile con tutti i problemi che sorgerebbero in questo caso per soci ed amministratori. Ne consegue che in caso di difficoltà finanziarie, ovvero di abbandono del progetto imprenditoriale, la strada di una delle procedure di cui alla Legge 3 2012 diventi quasi obbligata al fine di risolvere la crisi utilizzando la procedura più tutelante.
  2. La Startup spesso è un’azienda che ha al suo interno una pluralità di soci con interessi diversi. Chi tra soci ed amministratori si deve far carico della gestione di un eventuale insuccesso investendovi tempo ed energie? L’avvio di una procedura di liquidazione potrebbe risolvere con imparzialità questo problema, demandandolo al liquidatore nominato dal tribunale. Una via semplice (e meno costosa di altre) per uscire da una possibile situazione di stallo ben chiara a chi conosce il settore delle Startup e degli investitori.
  3. Se invece esiste la volontà procedere con una ristrutturazione del debito, la possibilità di impostare piani (anche complessi, e con l’intervento di nuovi investitori) utilizzando uno strumento formale (la proposta di accordo ai sensi dell’art 7 e seguenti L. 3 2012) che tutela tutte le parti coinvolte, e che per sua natura offre molti spazi di flessibilità, si rivela vincente per le Startup che necessitano spesso di soluzioni su misura, di investitori ed azionisti.

Un cenno meritano anche i costi. Sicuramente le procedure sono molto meno onerose delle “normali” procedure concorsuali. Il costo complessivo per una proposta di ristrutturazione per una Startup dipende da una serie di variabili, ma può andare da qualche migliaio di euro, a qualche decina nei casi più complessi, cifre abbordabili nella maggior parte dei casi.

Anche in questo caso è importante sottolineare che la procedura di sovraindebitamento presenta alcuni aspetti molto tecnici ed è fondamentale che la Startup sovraindebitata si rivolga a professionisti specializzati.

Uno sforzo necessario per raggiungere l’obiettivo di risolvere il problema del debito e tornare ad una vita serena per se e per la propria famiglia.

Piano Debiti si è specializzata in questa attività e segue professionalmente il debitore in ogni fase della procedura, sia in generale per la procedura di sovraindebitamento sia in relazione alle specifiche problematiche dell’impresa innovativa. L’obiettivo dell’assistenza dei nostri professionisti è quello di cercare di ottenere il migliore risultato ed accedere alla procedura più vantaggiosa per ogni singolo caso.

 

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