Sovraindebitamento Treviso: un altro caso risolto da Piano Debiti

Risolto il caso di una dipendente trevigiana in stato di sovraindebitamento

Anche in Veneto si moltiplicano i casi relativi a procedure di sovraindebitamento di cui alla Legge 3 2012 (c.d. Legge salvasuicidi) giunti a buon fine. L’attività di assistenza ai debitori prestata da Piano Debiti miete nuovi successi. Significativo il caso di una debitrice che dopo il divorzio ha avuto difficoltà ad onorare i debiti bancari. L’approvazione della procedura presso il Tribunale di Treviso ha permesso alla signora di chiudere tutto con un esborso mensile che coprirà meno del 40% del capitale del propri debiti.  La nostra cliente ha finalmente ritrovato la possibilità di assolvere i propri debiti e la serenità di una vita senza l’ansia di poter perdere tutto.

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Il fatto

Siamo di fronte ad una storia molto semplice e molto comune, che potrebbe interessare ognuno di noi. La debitrice nel 2003 divorzia. Potendo contare su uno stipendio sicuro, contrae i primi debiti per potersi trasferire  a Treviso in una nuova casa a vivere da sola.

Gli interessi elevati, ed alcuni problemi di salute che la costringono a spese impreviste, fanno si che venga richiesto un nuovo prestito dopo l’altro. Nel corso degli anni l’ammontare delle rate continua a salire. Un percorso obbligato che però in questi casi non può che portare al disastro. Infatti nel 2013 iniziano i primi ritardi nei pagamenti che a breve porteranno ad una completa situazione di sovraindebitamento. Questo nonostante la buona volontà della cliente che cerca fino all’ultimo di pagare rate che ormai assorbono il 70% dello stipendio.

Inoltre come spesso avviene in questi casi, alla difficoltà oggettiva si somma quella psicologica. E’ forte la paura che le finanziarie possano pignorarle lo stipendio e mettere a conoscenza il datore di lavoro della sua difficile situazione. Anche le chiamate del recupero crediti sono continue e pressanti, portando la debitrice sull’orlo dell’esasperazione.

Ai debiti con le banche si sommano infine piccole posizioni insolute con Equitalia, oltre alle rate arretrate del condominio. Debiti che non tutti sanno possono essere comunque ricompresi all’interno della procedura di sovraindebitamento come previsto dalla Legge 3 2012.

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L’intervento di Piano Debiti

Quando la cliente ha cercato un aiuto professionale per risolvere la situazione di difficoltà ha contattato Piano Debiti, consigliata da un conoscente già nostro cliente. Ci siamo incontrati nel nostro punto di Cittadella, a cui si rivolgono buona parte dei nostri clienti in Veneto. Una volta ricevuto l’incarico abbiamo proceduto alla raccolta dei documenti e alla predisposizione della pratica. Fortunatamente la cliente si è dimostrata molto zelante e precisa ed in poche settimane ha raccolto i documenti che le abbiamo richiesto. In accordo con lei abbiamo basato la nostra proposta sul mettere a disposizione una somma mensile di 350 per cinque anni, lasciandole la possibilità di una dignitosa esistenza. La somma permetterà ai creditori di recuperare circa il 35% del capitale prestato alla nostra cliente. Tale proposta è stata giudicata positivamente dall’85% dei creditori pertanto accettata e obbligatoria per tutti i debiti.

Il risultato ha reso quasi tutti soddisfatti

La nostra cliente una volta che avrà pagato le rate concordate potrà vedersi cancellare il debito non pagato, ottenendo l’esdebitazione. Si vedrà inoltre cancellare dalle banche dati dei cattivi pagatori e sarà completamente riabilitata dal punto di vista finanziario ed economico. Anche i creditori potranno recuperare almeno una parte del loro debito. Non si dovranno attivare in Tribunale con costose e complesse azioni di recupero del credito, ma otterranno comunque un risultato soddisfacente.

Unico soggetto che ha votato contro il piano proposto, e quindi penalizzato dalla procedura, è stata la finanziaria che aveva concesso una cessione del quinto dello stipendio alla nostra cliente. Godendo della possibilità di trattenere la rata presso il datore di lavoro, era l’unica che stava incassando le proprie rate. Considerata a nostro parere come creditore chirografo, ed avallata questa interpretazione dal giudice, la finanziaria è stata obbligata ad accettare le condizioni del piano. Pertanto la trattenuta del quinto dello stipendio è stata bloccata e sostituita da un unico versamento che sanerà tutti i debiti.

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2018-04-11T09:22:21+00:00Casi concreti|0 Commenti

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