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Domande Frequenti

Abbiamo raccolto in un unica pagina tutte le domande più frequenti che sono state poste dai nostri clienti. Pensiamo possano essere utili a chi ha ancora dubbi o incertezze.
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In caso di Piano Del Consumatore o proposta di accordo (piccolo concordato) lo decide il consumatore in collaborazione con i suoi consulenti. Nel caso della liquidazione del patrimonio, l’importo da devolvere alla procedura è deciso dal Giudice delegato.

Possono accedere alla Legge tutti i soggetti che non rientrano nelle disposizioni previste dalla legge fallimentare, ovvero: lavoratori dipendenti pubblici e privati, pensionati, aziende agricole, piccoli imprenditori e professionisti.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Se parliamo di soggetti non fallibili (consumatori, piccoli imprenditori, etc) possono chiederla direttamente gli incapienti, ovvero coloro che non hanno beni. Le persone che hanno beni o un reddito continuativo, potranno chiedere l’esdebitazione solo dopo avere attivato una procedura di sovraindebitamento.

Per conoscere tutti i dettagli sulla procedura di esdebitazione puoi leggere l’articolo: Ottenere l’Esdebitazione: la guida completa per punti

Debitore, creditore, acquirente e consulente del debito: ecco i soggetti coinvolti in uno stralcio immobiliare. Il debitore è la persona che si ritrova, a causa di un imprevisto, nell’impossibilità di assolvere ai pagamenti.

Il creditore si occupa di avviare la procedura di pignoramento. L’acquirente è colui che acquista l’immobile in tribunale prima del termine dell’asta. Il consulente del debito è colui che richiederà la delega al debitore e troverà un accordo con i creditori per quanto riguarda la scelta dell’importo da versare.

Nessuna differenza, sono due nomi diversi che riguardano lo stesso Decreto Legge, nato in attuazione della legge 155/2017.

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

Il codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza, è un nuovo codice entrato in vigore nel 2022 e che riforma completamente la normativa fallimentare, che risaliva al 1942. Il codice riguarda anche la disciplina del sovraindebitamento, in quanto le nuove norme assorbono la precedente legge 3 2012 che dall’agosto 2022 non sarà più in vigore, e verrà sostituita dal codice della crisi (D.L. 14 2019).

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

Il debitore si confronta con un professionista per definire una proposta da fare ai propri creditori attraverso il Tribunale dove risiede. Esistono diverse procedure adatte a situazioni differenti.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Il saldo e stralcio immobiliare è una procedura finalizzata a raggiungere un accordo con la banca (o con altri possibili creditori) permettendo così di estinguere il debito con il pagamento di un importo inferiore al dovuto e liberare in questo modo l’immobile dall’ipoteca.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: https://pianodebiti.it/stralcio-immobiliare/

Chiama subito il nostro numero verde 800 090598 e con la nostra consulenza gratuita scoprirai se il tuo caso rientra tra quelli previsti dalla Legge 3 2012. Non aspettare! Chiama subito.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Il sovraindebitamento è la difficile condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti con le disponibilità economiche a loro disposizione.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

E’ una delle tre procedure previste dalla Legge 3/2012 ed è riservato alle imprese. Si propone ai creditori un piano sostenibile che diventerà effettivo se approvato da almeno il 60% dell’ammontare del debito.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

La Legge 3 del 2012 è una disciplina che si pone l’obiettivo di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento, attribuendo al debitore non fallibile la facoltà di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione del debito.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Nelle situazioni debitorie più difficili è possibile chiedere al Tribunale di pagare il debito con la liquidazione del proprio patrimonio, ottenendo se sussistono le condizioni, l’esdebitazione di quanto non pagato.

Per maggiori informazioni leggi l’articolo: Liquidazione del patrimonio: cos’è e come accedere.

Il debitore può ottenere la soddisfazione dei creditori attraverso quanto può realmente pagare: l’ammontare del debito che non può essere pagato alla fine della procedura verrà esdebitato.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

“A Fresh start” è il modo in cui vengono chiamate le procedure di sovraindebitamento nei paesi anglosassoni, dove da ormai molti anni è possibile risolvere le situazioni di sovraindebitamento accedendo a specifiche procedure di legge

“Fresh start” ha il significato di nuova partenza, ovvero di dare la possibilità alle persone di lasciarsi definitivamente alle spalle l’esperienza del sovraindebitamento e ripartire con il diritto di avere una vita dignitosa e serena.

Per SIC (Sistemi di Informazioni Creditizi) si intendono le banche dati private consultate da banche, società finanziarie e società di servizi per verificare l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti della clientela.

In pratica, accedendo alle informazioni contenute in un SIC una banca può scoprire se la persona o azienda che ha richiesto un prestito è affidabile e avrà le capacità economiche per ripagarlo, se ha già dei finanziamenti in atto, se in passato non è stata in grado di rimborsare un finanziamento, o se al contrario l’ha fatto in maniera regolare.

Ottenere l’esdebitazione significa essere libero da ogni altro debito residuo ed essere riabilitato, ottenendo la cancellazione del proprio nominativo da ogni registro di cattivo pagatore.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Ottenere l’Esdebitazione: la guida completa per punti

Il decreto Legge 14/2019 è il decreto con cui è stato istituito il “Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza” in applicazione della legge 155 del 2017. IL codice riordina tutta la materia fallimentare, ed in particolare in tema di sovraindebitamento detta nuove disposizioni che vanno a modificare radicalmente la precedente legge 3 2012.

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

Pochi sanno che è possibile accettare l’eredità con beneficio di inventario, cioè avendo modo di verificare se sia conveniente accettarla oppure no. In questi casi è bene confrontarsi con un professionista (consulente specializzato o notaio) quanto prima.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Conosciuto come “Crif”, è il sistema di informazioni creditizie più famoso e importante.

Gestisce i dati sia dei privati che delle aziende e presenta due differenti modalità di accesso ai dati, che prevedono costi e tempistiche diverse. I costi per i privati variano da 4 euro a 35 euro, per le aziende da 4 euro a 59 euro.

Per sapere come ottenere la cancellazione Crif senza anticipare costi cliccate al seguente link.

Si potrebbe ironicamente dire che chi ben comincia è a metà dell’opera, cioè sarebbe meglio avviare la procedura ai primi sintomi di difficoltà nei pagamenti, senza attendere che le azioni dei creditori colpiscano il nostro patrimonio. Se ci troviamo però nella situazione di avere già il pignoramento dello stipendio o la casa messa all’asta, è comunque possibile intervenire

Se possibile, si proverà a salvare la casa. Diversamente, la procedura potrebbe comunque permettere di sanare i debiti che non verranno pagati con la vendita dell’immobile e uscire da questa brutta esperienza ripartendo liberi dai debiti.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Casa pignorata cosa fare? Evita che finisca all’asta.

Salvare la propria casa è uno dei primi obiettivi che spinge il debitore a trovare una soluzione. Certamente è possibile salvare l’immobile ma sarà necessario pagare in parte i creditori. In linea generale vale il principio che più vale la casa, più il debitore dovrà dare.

Ci spieghiamo con un paradosso: se sono proprietario di una villa che vale mezzo milione di euro e i miei debiti ammontassero a una cifra molto minore, poniamo 100.000 euro, con grande probabilità anche con la procedura dovrò pagare tutto. Se invece i miei debiti fossero pari a mezzo milione di euro e il valore della casa pari a centomila, potrò offrire ai miei  creditori un pagamento molto parziale di quanto dovuto.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Nel momento in cui una fidejussione o una garanzia relative ad un debito contratto da un’altra persona, vengono richieste al garante (tecnicamente si parla di escussione della fidejssione) diventano debiti anche di quest’ultimo, e pertanto possono essere inseriti in una procedura di sovraindebitamento.

Di conseguenza è corretto affermare che si può accedere alla Legge 3 2012 anche per i debiti relativi a fidejussioni prestate ed escusse dal creditore.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Certamente! Le procedure fissate dalla Legge 3 2012 consentono ai contribuenti la possibilità di sistemare anche la propria posizione con Equitalia. Tuttavia l’Iva non può essere abbattuta, ma è però possibile dilazionare il pagamento.

La procedura di sovraindebitamento può permettere di pagare una parte del debito con Equitalia vedendo esdebitata la restante parte. La percentuale che sarà possibile non saldare dipende dalle possibilità economico patrimoniali di ogni soggetto e va valutata di caso in caso.

Per maggiori informazioni sui debiti Equitalia leggi il nostro articolo: Debiti Equitalia: si possono risolvere a Saldo e Stralcio?

Certamente sì: la difficile condizione di coloro che hanno difficoltà a causa di malattie può essere una condizione di meritevolezza che aiuta ad ottenere un risultato positivo.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Sicuramente sì: sarà necessario analizzare la situazione per capire quale offerta proporre ai creditori. La perdita del lavoro potrebbe essere una condizione di meritevolezza che aiuta ad ottenere un risultato positivo.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

La legge 155/2017 è la legge approvata dal parlamento che incarica il governo di provvedere a una completa riscrittura di tutta la legge fallimentare, dettando i punti generali della nuova norma. Il Codice, invece, scritto dal Governo, in attuazione della legge delega, contiene il dettato normativo relativo alla riforma della legge fallimentare e sul sovraindebitamento.
Pertanto il testo corretta a cui fare riferimento per il sovraindebitamento è il Codice della Crisi e dell’Insolvenza.

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

In attuazione della Legge 155 2017, è stato approvato il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 2019. La norma andrà in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta e pertanto per quanto riguarda le procedure di sovraindebitamento, doveva entrare in vigore a partire dal 16 agosto 2020.

Purtroppo la Legge ha subito ben due proroghe per l’entrata in vigore. Fissata quindi per Agosto 2022.

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

Purtroppo anche se si è arrivati al punto in cui la nostra casa è stata venduta all’asta, non sempre la situazione debitoria è risolta. L’immobile di proprietà infatti, ogni volta che va all’asta, subisce dei ribassi, derivanti dal deprezzamento dell’immobile stesso.

Quindi, nel caso in cui anche dopo questa vendita rimangano dei debiti residui, i creditori vanno nuovamente all’attacco di ciò che rimane (ad es. un conto corrente) oppure portano avanti azioni verso chi ha eventualmente prestato delle garanzie.
Con la Legge 3 2012 è possibile intervenire e risolvere la situazione, pervenendo ad una definitiva esdebitazione.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Quando il debitore attiva una procedura di sovraindebitamento rispetto alle banche dati private come Crif, viene attivato un processo in due fasi che alla fine porterà alla cancellazione dalla banca dati dei cattivi pagatori.

In una prima fase il debitore viene classificato come “a rientro” fino a quando il la procedura di sovraindebitamento non viene chiusa. Per spiegare meglio, se il piano che viene proposto ai creditori prevede una proposta dove pago il 30% del debito in due anni, fino a quando questo 30% non viene versato, l’iscrizione in Crif verrà classificata come “a rientro”. Questa classificazione è generica e riguarda tutti i debiti che sono stati in varie forme rinegoziati.

Dopo che il piano viene saldato, invece, la banca dovrà comunicare il completamento del rientro e quindi il cliente dovrà essere cancellato come cattivo pagatore. I dati verranno aggiornati con i tempi previsti dalla normativa.

Per maggiori approfondimenti leggi il nostro articolo: Cattivi pagatori: tutto quello che devi sapere per uscirne.

La risposta è si: anche se tutto il tuo patrimonio è già stato aggredito dai creditori (ad esempio la casa è stata venduta all’asta), una delle grandi novità della legge 155 2017 è quella che viene prevista una procedura specifica per aiutare le persone che non hanno nessun patrimonio. questa procedura si chiama “esdebitazione del debitore incapiente“, e permette al debitore in difficoltà che non ha più nessun bene di essere completamente riabilitato con la cancellazione di tutti i beni.

L’unica differenza sostanziale con le altre procedure è che si può utilizzare l’esdebitazione del debitore incapiente una sola volta nella vita.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Casa pignorata cosa fare? Evita che finisca all’asta.

Sì, sarà necessario valutare eventuali garanzie a supporto del piano, anche da parte di altre persone.

Per maggiori informazioni leggi l’articolo: Liquidazione del patrimonio: cos’è e come accedere.

La norma non prevede minimo di debiti, ma solamente che sia accertato lo stato di sovraindebitamento ovvero lo squilibrio tra i debiti e la possibilità di pagarli. Anche se la norma non pone importo minimo, il buonsenso dovrebbe però guidare il debitore a utilizzare la procedura per somme di almeno qualche decina di migliaia di euro.

Per somme minori i costi della procedura stessa rischiano di incidere pesantemente e anche le obbligazioni a cui si sottopone il debitore possono essere sproporzionate rispetto al problema da risolvere.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Nel saldo e stralcio di un finanziamento la percentuale di risparmio dipende da molte variabili: più il debitore è in difficoltà più può ottenere un risparmio consistente. Se invece il debitore ha patrimonio, lo sconto offerto dalla finanziaria sarà minore.

Normalmente lo stralcio si aggira tra i 40 ed il 60%, ma in certi casi si può arrivare anche a stralciare oltre l’ottanta percento del debito.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: https://pianodebiti.it/cose-il-saldo-e-stralcio-guida-completa/

La risposta è si: l’approvazione di un piano presentato con la legge 155 2017 fa terminare il pignoramento dello stipendio che viene sostituito da quanto previsto dal piano. Infatti la norma prevede che con l’apertura di una procedura concorsuale si blocchino le azioni individuali dei creditori: pertanto quello che è stato pagato con il pignoramento rimarrà legittimamente al creditori, ma per le rate future del pignoramento ci sarà il blocco.  Importante sapere che il blocco avviene dall’omologa del piano e non dalla presentazione dello stesso.

Leggi la nostra guida completa: https://pianodebiti.it/pignoramento-stipendio-tutto-quello-che-devi-sapere/

Le procedure previste riguardano tutte le tipologie di debito: verso banche, finanziarie, fornitori, privati (ad es. il condominio), Pubbliche Amministrazioni (Equitalia, Agenzia delle Entrate).

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Il saldo e stralcio immobiliare è una tecnica “win win”, che offre innegabili vantaggi a tutti coloro che sono coinvolti nella trattativa: il debitore ottiene l’eliminazione del debito corrispondendo una somma minore di quello che era tenuto a pagare e potrà in seguito richiedere nuovi finanziamenti (viene cancellato dalla centrale Rischi), il creditore riceve un unico pagamento e in tempi brevi, senza dover attendere gli esiti incerti della vendita all’asta, mentre l’acquirente acquisterà l’immobile velocemente e ad un prezzo vantaggioso.

Le fasi della procedura sono tre: nomina di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che ha il compito di aiutare il debitore nella gestione della situazione di sovraindebitamento; presentazione del Piano proposto dal creditore (in base a una delle procedure previste dalla Legge 3/2012) e omologa, quando il Giudice avrà verificato l’esistenza dei criteri necessari.

La legge interessa soggetti molto diversi tra loro, per questo esistono procedure differenti per consumatori ed imprese e cioè: Piano del Consumatore, Accordo con i Creditori e Liquidazione del Patrimonio.

L’esdebitazione va richiesta tassativamente entro un anno dalla chiusura del fallimento o di una procedura di sovraindebitamento. Decorso questo termine, il debitore perde il diritto a richiederla per sempre.

Per conoscere tutti i dettagli sulla procedura di esdebitazione puoi leggere l’articolo: Ottenere l’Esdebitazione: la guida completa per punti

Il meccanismo di saldo e stralcio di una fidejussione è identico a quello di un finanziamento normale (per saperne di più puoi leggere questo articolo) ma quello che cambia è la percentuale di stralcio che le banche sono disposte a concedere al fidejussore: infatti a determinate condizioni il fidejussore si può vedere liberato delle proprie fidejussioni pagando una piccola percentuale del debito, spesso anche sotto il 10% del debito stesso.

Stralciare una fidejussione è più complesso rispetto a un finanziamento ordinario, per cui il farsi seguire da un consulente esperto è fondamentale e può portare a risparmi molto più consistenti rispetto al fai da te.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: https://pianodebiti.it/cose-il-saldo-e-stralcio-guida-completa/

Se il tuo caso non rientrasse in quelli tutelati dalla Legge 3 2012, l’incontro con il nostro esperto ti sarà comunque utile perché, gratuitamente, potrai ricevere consigli e informazioni su come gestire al meglio la tua situazione.

Sì. La procedura è personale e quindi sarà possibile portarla a termine anche se avviata da uno solo dei soci della snc in difficoltà.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Certamente! Accedere a una delle procedure di cui alla Legge 3 2012 è importante non solo per tornare a essere “puliti in Crif”, ma soprattutto per risolvere definitivamente il problema del debito grazie a una procedura risolutiva e tutelante per il debitore. Se la procedura si concluderà positivamente con l’omologa della sua situazione, il debitore otterrà l’esdebitazione, ovvero non avrà più vecchi debiti da saldare e le SIC dovranno necessariamente recepire questa situazione.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Cattivi pagatori: tutto quello che devi sapere per uscirne.

Per la Legge 155 2017 il sovraindebitamento viene definito come “lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale”.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Dipende dal singolo caso, che andrà analizzato da un esperto di volta in volta. Se non esistono motivi di particolare fretta, la legge 155 ha molti aspetti più vantaggiosi per i consumatori ed in caso di liquidazione del patrimonio. Nel caso del Piccolo Concordato, invece la convenienza andrà verificata di volta in volta.

Per approfondimenti consulta l’articolo: Legge 155 2017: la lista delle 10 cose da sapere.

Quando una banca presta denaro al debitore sotto forma di mutuo o di prestito, il rientro a rate dal debito viene definito “beneficio del termine”, cioè si è ottenuto il beneficio di poter ridare i soldi a rate. Se il debitore rimane in arretrato di più di 6 rate, la banca è autorizzata a richiedere tutto il capitale residuo in un’unica soluzione. Generalmente arriva una lettera raccomandata che indica proprio che si è persa la possibilità di rimborsare il prestito (o il mutuo) a rate.

La decadenza del beneficio del termine, non impedisce di accedere alla Legge 3 2012 sul sovraindebitamento. E’ comunque un primo passo che il creditore muoverà per riavere il denaro prestato, ed è quindi necessario agire con una certa velocità, senza far trascorrere inutilmente tempo.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Uscire dai debiti è possibile in vari modi.  Oltre a pagare quanto dovuto ai creditori, vi sono diverse strade che uno può scegliere di percorrere:

  • Trovare un accordo con i creditori ed estinguere il debito (saldo e stralcio)
  • Dopo 10 anni (o meno, in alcuni casi) il debito si estingue
  • Chi ne ha titolo può avviare procedure di sovraindebitamento

Per saperne di più, clicca al seguente link.

Il criterio generale in caso di accettazione dell’eredità è che tutti i debiti si trasferiscono all’erede, ma vi sono alcune eccezioni:

  • In ambito tributario non si trasmettono sanzioni né di materia civile né penale
  • Non si trasmettono tutte le obbligazioni naturali, come ad esempio i debiti di gioco
  • Non si trasmettono i debiti prescritti
  • Non si trasmettono le obbligazioni strettamente legate alle persone che le ha contratte

Se cerchi maggiori informazioni su quali debiti si trasmettono agli eredi clicca al seguente link.

Molti si domandano se è possibile segnalare il comportamento irregolare o scorretto da parte di una Banca o di una società finanziaria. La risposta è sì, si può presentare un esposto alla Banca d’Italia anche tramite il servizio online messo a disposizione dalla Banca d’Italia nella sezione del sito Servizi al cittadino.

I debiti previdenziali si prescrivono in cinque anni come previsto dalla Legge 335/1995.

Questo termine va calcolato dall’ultima notifica ricevuta, quindi dall’ultima cartella di pagamento che ci ha inviato direttamente l’Inps o Agenzia delle Entrate riscossione

La prescrizione dei debiti inps, infatti scatta solo dopo cinque anni dall’ultima comunicazione che interrompe la prescrizione: ad esempio se il debito inps è di 8 anni fa, ma dopo quattro anni ti è arrivata una richiesta di pagamento, il debito non sarà ancora prescritto.

Sulle regole generali della prescrizione dei debiti puoi anche leggere il nostro articolo dedicato: Prescrizione debiti: quando scade l’obbligo pagare.

Se la banca rifiuta un finanziamento, il rifiuto viene segnalato in Crif e appare come dato negativo. Questo dato può essere conservato da Crif per massimo 30 giorni: passati trenta giorni il rifiuto non risulta più dalla Crif.

È importante precisare che i 30 giorni decorrono non dalla data di richiesta del finanziamento ma dalla data in cui la banca comunica a Crif di avere effettuato il rifiuto.

Se vuoi aver maggiori informazioni su come ripulire al tua Crif dalle segnalazioni leggi questo articolo:  Cancellazione Crif: ottenerla senza anticipare i costi (pianodebiti.it)

Sì, Agenzia delle entrate riscossione può pignorare anche le pensioni con determinati limiti.

Per maggiori approfondimenti ti consigliamo di leggere il nostro articolo:  Pignoramenti pensione – Quali sono i limiti

È una cifra minima su cui non viene trattenuto il quinto della pensione a seguito di un pignoramento ed è pari ad euro 702,15. Pertanto se il debitore pignorato ha una pensione di euro mille, ad esempio, verrà pignorato un quinto della differenza tra 702 euro e 1000 euro, ovvero un quinto di 298 euro.

Maggiori dettagli sono spiegati in questo articolo: Pignoramenti pensione – Quali sono i limiti

Il pignoramento del quinto dello stipendio, qualora il debitore versi un assegno alimentare, si calcola sull’intero stipendio o sullo stipendio detratto quanto versato come assegno alimentare? Sebbene vi siano in giurisprudenza decisioni diverse, la maggior parte dei tribunali si è orientata a non tenere conto degli assegni di mantenimento ai fini del calcolo della quota pignorabile. Ad esempio,  se il mio stipendio è pari a euro duemila, mi verranno trattenuti quattrocento euro mensili, anche se verso all’ex moglie un assegno di mantenimento.

Per approfondimenti leggi il nostro articolo: Pignoramento stipendio 2021: tutto quello che devi sapere

In caso di perdita di lavoro per qualsiasi motivo, quindi compreso il licenziamento, il pignoramento dello stipendio decade con l’ultima busta paga. Pertanto qualora il debitore trovi un nuovo lavoro, il creditore dovrà procedere con un nuovo pignoramento, ripetendo la procedura giudiziale che ha portato all’emissione del pignoramento del precedente stipendio.

Per approfondimenti leggi il nostro articolo: Pignoramento stipendio 2021: tutto quello che devi sapere

Il minimo vitale è un parametro che viene utilizzato per definire il pignoramento della pensione: infatti è possibile pignorare solo il quinto delle somme che eccedono il minimo vitale della pensione, che è pari a 702 euro. Quindi si potrà pignorare solo un quinto della somma maggiore di 702 euro percepita come pensione.

Il minimo vitale non si applica agli stipendi: pertanto in caso di pignoramento dello stipendio, la trattenuta del quinto si applicherà a tutto lo stipendio, senza minimo vitale.

Per approfondimenti leggi il nostro articolo: Pignoramento stipendio 2021: tutto quello che devi sapere

E’ importante sapere che mentre i debiti con le banche si possono negoziare anche a saldo e stralcio, i debiti con lo Stato, non sono negoziabili se non in un’unica occasione, ovvero l’attivazione di una delle procedure di cui parliamo in questo articolo. Se hai debiti con il fisco la strada obbligata potrebbe essere quindi farti assistere con una delle procedure di cui alla Legge 3 2012 o alla Legge 155 del 2017.

Tutti i debiti cadono prima o poi in prescrizione: normalmente ciò avviene dopo dieci anni (prescrizione ordinaria) ma vi sono molte eccezioni.

In questo articolo trovi l’elenco dei debiti che si prescrivono prima dei dieci anni: Prescrizione debiti: quando scade l’obbligo pagare

Ci possono essere essenzialmente motivi per cui un debito non è più esigibile, ovviamente escludendo il caso in cui sia stato pagato:

  • È stato raggiunto un accordo stragiudiziale tra il debitore ed il creditore (ad esempio un saldo e stralcio)
  • Il debito è stato inserito in una procedura concorsuale come ad esempio una procedura di sovraindebitamento, e la procedura lo ho dichiarato esdebitato
  • Il debito si è prescritto. La prescrizione non è uguale per tutti i debiti, trovi i dettagli in questo articolo: Prescrizione debiti: quando scade l’obbligo pagare

Se i finanziamenti presentano dei ritardi nel pagamento, compresi quelli regolarizzati in un secondo momento, la cancellazione del ritardo viene effettuata automaticamente da CRIF, senza che sia quindi necessario inoltrare alcuna richiesta.

I tempi di cancellazione variano a seconda del Codice di Condotta e cambiano in base al tipo di dato. Ad esempio, per un finanziamento richiesto ed in corso di valutazione il tempo di conservazione è di 180 giorni dalla richiesta, fino ad un massimo di 36 mesi per finanziamenti non rimborsati (ossia eventi negativi non sanati, quali morosità, gravi inadempimenti, sofferenze).

Per sapere come ottenere la cancellazione Crif senza anticipare costi cliccate al seguente link.

Il ritardo pagamento rata prestito è uno scenario da temere.

La prima misura adottata dalle banche in caso di ritardi o di mancato pagamento rate prevede l’invio di una comunicazione di sollecito e, dopo l’applicazione, degli interessi moratori. Quando i ritardi si accumulano, ad esempio, la banca può scegliere di recedere unilateralmente dal contratto.

Se nonostante i solleciti inviati dalla banca il cliente non regolarizza la sua posizione debitoria entro i termini stabiliti dalla banca (in media entro 15 giorni), scatta la segnalazione come cattivo pagatore nei SIC e subito dopo alla Centrale Rischi della Banca d’Italia (CRIF).

Se sei stato segnalato come “Cattivo Pagatore” ti invitiamo a leggere il seguente link per scoprire come avviene la cancellazione CRIF.

Si tratta di una soluzione estrema, perché comporta il pagamento dell’intero debito residuo (maggiorato degli interessi) in un’unica soluzione. Resta comunque una possibilità da considerare e valutare con la massima attenzione, dato che rappresenta un diritto garantito alla banca per legge.

Ogni pratica è seguita da un team di persone, ognuna con una specializzazione, che seguiranno la pratica fino alla predisposizione della documentazione da depositare in Tribunale. Nella fase finale viene coinvolto anche un legale per l’assistenza nella procedura.

, non solo è possibile, ma a volte un aiuto esterno contribuisce a formulare una proposta adeguata.

La risposta è sì, anche se non siamo noi a bloccarli. Una volta preparata e depositata la pratica in Tribunale tutte le azioni esecutive verranno sospese dalla procedura di sovraindebitamento. Servono dei tempi tecnici, per cui è meglio agire per tempo. Capita che purtroppo qualche cliente ci contatti poco tempo prima dell’asta: in questi casi è difficile fare miracoli, mentre qualche mese prima è un tempo di norma sufficiente.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Per portare a termine una procedura servono dai sei agli otto mesi, ma si possono bloccare pagamenti ed esecuzioni (aste immobiliari ad esempio) con la presentazione del piano.

Il primo passo è sempre un colloquio telefonico, dove la nostra incaricata ti farà alcune domande per capire meglio la tua situazione debitoria. Una volta valutato il caso nel suo complesso, potremo dirti se rientra all’interno della casistica prevista dalla Legge 3 2012 e se è conveniente accedervi.

Come quasi tutte le leggi italiane, la Legge 3 2012 non è di facile comprensione e le molte informazioni presenti su Internet (spesso poco accurate o fuorvianti) non aiutano la chiarezza.

Uno dei nostri obiettivi è spiegare chiaramente e con parole semplici la normativa a chi ci contatta. Quando una persona in difficoltà esce da un appuntamento con un nostro collaboratore, ed ha le idee chiare sulle possibilità della legge 3 2012, abbiamo già raggiunto un importante obiettivo!

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Il costo di qualsiasi attività professionale è legato sia alle ore di lavoro necessarie per svolgere l’attività, sia alla competenza specialistica che abbiamo dovuto costruire per darti un servizio di qualità.

Ti invitiamo solo a riflettere che una pratica di sovraindebitamento è probabilmente una delle cose più importanti che una persona farà nella propria vita ed essere sostenuti da un servizio di qualità è fondamentale per non andare incontro a facili fallimenti e delusioni.

Dovrai sostenere un costo solamente se deciderai di affidarci l’incarico di seguirti. Il costo ti sarà esposto in fase di analisi della tua situazione personale.

Capiamo il momento di difficoltà economico che i nostri clienti devono affrontare e pertanto il nostro costo è adeguato alle tabelle minime professionali per le imprese, mentre le tariffe sono ulteriormente agevolate per il caso del consumatore.

Piano Debiti è convenzionata con alcuni legali esperti della materia, ma è possibile che il cliente utilizzi un suo legale di fiducia che può collaborare con noi. Nel caso il cliente utilizzi il proprio legale, i costi dovranno essere pattuiti direttamente con l’avvocato.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo: Legge 3/2012: le dieci cose da sapere nel 2020.

Innanzitutto, dovrai raccogliere i documenti necessari per poter svolgere la nostra attività. L’invio di tutta la documentazione è fondamentale per poter analizzare la tua posizione in profondità e fornirti risposte serie ed affidabili. Considerata la complessità della materia, anche piccole differenze tra le informazioni raccolte in fase di colloquio e quanto emerge dai documenti e/o situazioni di fatto, potrebbero portare a soluzioni applicabili completamente diverse.

Non è possibile darti una tempistica esatta, in quanto il tempo per svolgere il nostro lavoro dipende dalla complessità del tuo caso. Normalmente ci impegniamo per dare una prima risposta entro due mesi dalla ricezione completa della documentazione richiesta, ma alcuni casi potrebbero richiedere un tempo più lungo.

Per arrivare all’omologa, ovvero all’approvazione del Tribunale, i tempi previsti dalla normativa sono di circa un anno: può sembrare una tempistica lunga, ma rispetto ai tempi medi della giustizia civile in Italia, si tratta di un percorso veloce.

Verrai contattato per fissare un appuntamento, presso i nostri uffici, con un nostro esperto, che raccoglierà di persona tutte le informazioni e studierà la strategia migliore per la presentazione del Piano. Anche in questo caso il primo appuntamento è gratuito e senza impegno.

Leggi la nostra guida completa: Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata.

Per contattarci, puoi compilare il form che trovi all’interno del nostro sito. Lasciandoci i tuoi dati, ti richiameremo per un primo contatto telefonico, gratuito e senza impegno.

Se preferisci, puoi cliccare direttamente sul nostro numero di telefono e chiamarci tu.

Piano Debiti nasce nel 2014 come prima azienda in Italia specializzata sulle disposizioni previste dalla Legge 3/2012.

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