Cancellati diversi milioni di debiti derivanti da fidejussioni dell’azienda fallita.

Grazie al lavoro di Piano Debiti a Cuneo è stata omologata una procedura di sovraindebitamento tra quelle previste dalla legge 3 2012, ha visto la cancellazione di un debito di diversi milioni di euro.

Si tratta del caso di un imprenditore della zona che, a causa della crisi degli scorsi anni, ha visto chiudere o fallire le società di cui era socio ed amministratore. Nonostante il nostro cliente abbia perso, a causa della crisi, il lavoro di una vita, era debitore del sistema bancario per oltre otto milioni di euro per fidejussioni firmate a favore delle società, somma che non avrebbe mai potuto saldare essendo oggi inoccupato.

Tale debito gli impediva di ripartire con qualsiasi attività economica, ma anche di poter banalmente acquistare un’auto o possedere una carta di credito: grazie alla cosiddetta “legge salva suicidi” è stato possibile cancellare questo debito pagando poco più del 3% del debito risultante dalle fidejussioni.

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Sovraindebitamento Cuneo: la pratica 

Anche in questo caso la storia del nostro cliente potrebbe essere comune, se non fosse per l’importanza delle cifre di cui parliamo.

Un importante gruppo imprenditoriale costruito durante una vita di lavoro, a seguito della crisi del 2011 va in difficoltà economica, e una dopo l’altra le aziende chiudono: il nostro imprenditore esce senza nessun addebito da questi fallimenti dimostrando la correttezza del proprio operato, ma una alla volta le banche vengono a bussare alla porta, richiedendo di pagare il debito che l’imprenditore aveva garantito per le società chiuse.

Anche per gli importi elevati in gioco, in poco tempo la situazione diventa complessa, con cause dalle banche e verso le banche, difficoltà a capire realmente a quanto ammontano le fidejussioni, firme che sono sospettate di non essere vere ecc…ecc…

In tutto questo “bailame” il nostro cliente vorrebbe sfruttare le proprie capacità e provare a riavviare una piccola impresa con cui sostentare la sua famiglia, ma il debito incombente gli toglie ogni possibilità. Proprio per questa voglia di rimettersi in gioco, dopo aver visto i nostri casi risolti, ci contatta e ci chiede di verificare se sia possibile utilizzare la Legge 3 2012 per risolvere il suo caso.

Legge 3 2012: l’intervento di Piano Debiti

La pratica ha richiesto un lungo lavoro iniziale per chiarire le posizioni dei debiti e costruire un faldone documentale completo, cosa che con tante società e debiti in gioco si è rivelata particolarmente complessa e lunga.

Anche il rapporto con il legale di fiducia della famiglia all’inizio è stato complicato, ma dopo diversi incontri abbiamo stabilito un rapporto di fiducia che ci ha permesso di avere molti dati aggiuntivi per completare la pratica.

Alla fine, il debito si rivelerà di circa otto milioni di euro, con undici banche coinvolte, e tre che nel tempo trascorso si sono fuse in altri istituti, e una serie di altri creditori minori.

Nel frattempo, abbiamo convinto il cliente a ricercare una disponibilità per fare una seppure minima offerta ai creditori da aggiungere ai terreni già all’asta: grazie al cognato che ha venduto un immobile, è stato possibile reperire liquidità per un’offerta.

Ai creditori è stato offerto poco più del tre percento del debito del nostro cliente, che in caso di accettazione dell’offerta sarebbe stato pagato subito dopo l’omologa.

Certamente si tratta di una percentuale molto bassa, ma in parte per le somme assolute elevate, ed in parte perché il nostro cliente non aveva nulla che le banche potessero aggredire, eravamo confidenti in un risultato positivo, e così è stato. Oltre l’ottanta percento dei creditori ha accettato la proposta che è stata omologata dal Tribunale di Cuneo, ed è diventata obbligatoria per tutti i creditori.

La soluzione: cliente esdebitato e cause chiuse

Il nostro cliente ha già versato le somme e la procedura è stata chiusa in pochi mesi: oggi è stato completamente liberato dai debiti e riabilitato, e sta per aprire la nuova attività economica che lo ha spinto a rivolgersi a noi.

Altro vantaggio non da poco, è che come risultato ulteriore del buon fine della procedura, sono cessate anche tutte le cause con le banche, che tanto complicavano la vita del debitore.

Dal lato delle banche le stesse hanno potuto chiudere questa posizione problematica recuperando almeno una piccola parte delle somme prestate.

Ovviamente non sarà possibile per tutti i casi risolvere con percentuali così piccole ma evidentemente questa procedura ex legge 3 2012, conferma come la norma si presti alla soluzione di casi molto differenti, dal dipendente in difficoltà a situazioni complesse come quella illustrata.

Risorse che possono esserti utili:
http://www.tribunale.treviso.giustizia.it/

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