HomeCasi di SuccessoRistrutturazione dei debiti del consumatore omologata per oltre 100.000 euro di debiti

Ristrutturazione dei debiti del consumatore omologata per oltre 100.000 euro di debiti

Pensionato pagherà solo 350 euro al mese per cinque anni

Quando il reddito di un’intera famiglia si basa su un’unica entrata, è spesso inevitabile dover far accesso al credito per riuscire a far fronte a tutte le spese.

Lo sa bene uno dei nostri clienti, che per la sua riservatezza qui chiameremo con un nome fittizio – Cesare.

Cesare, infatti, ha lavorato un’intera vita come agente della municipale, e da sempre ha dovuto chiedere finanziamenti per poter mantenere la moglie, casalinga, e i loro tre figli. Nel tempo, ha frequentemente rinegoziato la cessione del quinto e altri prestiti, soprattutto in concomitanza di spese impreviste, oltre a tutte quelle necessarie all’educazione della prole e a sostenerla dal punto di vista lavorativo.

Tuttavia, così facendo le rate si sono accumulate e accresciute, al punto da rivelarsi per lui insostenibili, soprattutto dopo il pensionamento. Anche se non doveva mantenere più i figli, ormai autonomi, una pensione di 1.800 euro non bastava certo per coprire le spese di due persone, un canone di locazione di 420 euro al mese, e rate complessivamente di quasi 1.300 euro!

Inevitabilmente, Cesare si rende conto di essere in una situazione di sovraindebitamento, con oltre 100.000 euro di debiti a cui non riesce proprio più a far fronte.

La soluzione di Piano Debiti

Cesare, tuttavia, che con numerosi sacrifici ha sempre cercato di onorare i propri debiti, nel momento in cui non riesce proprio più a pagarli, cerca subito una possibile soluzione.

Chiede aiuto alla nostra azienda e, grazie a Piano Debiti, scopre di avere una via d’uscita: avvalersi di una procedura di risoluzione della crisi da sovraindebitamento, in particolare di Ristrutturazione dei debiti del Consumatore.

La normativa, infatti, come recentemente riformata da luglio 2022 nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, permette di presentare ai creditori un piano di pagamento che consenta a loro di ottenere una -sia pur parziale- soddisfazione, e al debitore di liberarsi completamente dai propri debiti.

Con la nostra consulenza e supporto, verificati tutti i presupposti e requisiti, consigliamo a Cesare di mettere a disposizione, per 5 anni, una quota della propria pensione, di soli 350 euro al mese: d’altronde, dovendo mantenere la moglie e pagare un affitto, per vivere gli occorrevano non meno di 1.450 euro, e non disponeva di altro patrimonio utilmente liquidabile – era proprietario solo di due autovetture, peraltro molto datate e, quindi, prive di alcun valore.

Una proposta per lui più che sostenibile, e che gli permetterà di corrispondere ai propri creditori giusto il 17% del suo debito complessivo!

Per avere maggiori informazioni su come funziona la procedura di Piano del Consumatore puoi leggere questo dettagliato articolo https://pianodebiti.it/piano-del-consumatore-guida-rinegoziazione-debito/

La pronuncia del Tribunale

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a sua volta, chiamato ad accertare la sussistenza dei presupposti per l’ammissione alla procedura, ha riconosciuto la bontà e convenienza della soluzione presentata, peraltro con una sentenza molto ben argomentata.

In particolare, il Giudice si è soffermato sul requisito della c.d. meritevolezza, che la nuova normativa individua nel non aver determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode. In altre parole, è onere dell’istante provare che i debiti volontariamente assunti sono stati contratti nella ragionevole prospettiva di poterli adempiere: deve cioè dimostrare di aver effettuato valutazione di proporzionalità tra le obbligazioni assunte e le proprie capacità patrimoniali/reddituali, secondo quanto può pur sempre essere in grado di valutare un soggetto privo di competenze specifiche. E, se tale giudizio prognostico è stato effettuato con imprudenza (con finanziamenti troppo reiterati, o di importo eccessivo), ma si è rilevato fallace per circostanze sopravvenute e non ragionevolmente prevedibili, o perché si è valutato la propria capacità solutoria su elementi ragionevoli ma poi rivelatisi infondati, può essere motivo di colpa, ma solo lieve.

Nel caso in esame, peraltro, i motivi per cui Cesare aveva fatto ricorso al credito erano stati sempre legati ad esigenze di necessità, e il suo indebitamento eccessivo era anche stato accompagnato da una valutazione non corretta del merito creditizio da parte degli istituti finanziatori – mentre, da parte sua, era indubbia la diligenza dimostrata negli anni, e nella scelta stessa di fare accesso a una procedura di sovraindebitamento.

In definitiva, verificato anche che la soluzione presentata era persino più vantaggiosa per i creditori rispetto a ogni altra possibile alternativa liquidatoria, il tribunale ha omologato con sentenza il piano presentato. E, tra soli 5 anni, Cesare potrà finalmente ottenere l’esdebitazione!

Desideri anche tu maggiori informazioni sulle procedure di sovraindebitamento? Contattaci subito, il nostro staff offre a tutti una consulenza gratuita sulle possibilità offerte dalla legge.

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