In data 19 dicembre, è stato approvato l’emendamento di modifica, inserito all’interno del decreto ristori, che prevede alcune importanti modifiche alla legge 3 2012 sulla prevenzione del sovraindebitamento.

Il testo dell’emendamento, che non era passato in due precedenti tentativi da parte del governo, è stato approvato in sede di conversione del c.d.  Decreto Ristori (D.L. 137/2020)

A nostro avviso le modifiche approvate presentano luci ed ombre: nei prossimi giorni pubblicheremo un’analisi in dettaglio delle opportunità per il debitore che presenta la nuova norma, ma anche dei limiti che non sono stati superati con questo poco coraggioso intervento di riforma.

Riforma delle procedure di sovraindebitamento: quando va in vigore

Le modifiche alla legge 3 2012 saranno in vigore dal  momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ristori, quindi presumibilmente entro i primi giorni del 2021.

 

Il testo dell’emendamento di modifica della Legge 3 2012 approvato con il Decreto Ristori

A seguire il testo dell’emendamento che è stato inserito nel disegno di leggef2828 appena licenziato dalle camere.

 

Art. 4-ter.
(Semplificazioni in materia di accesso alle procedure di sovraindebitamento per le imprese e i consumatori di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, e norme relative alle procedure pendenti).

1. Alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, sono apportate le seguenti modificazioni:

  • all’articolo 6, comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
    b) per ‘consumatore’: la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se socio di una delle società appartenenti ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del codice civile, per i debiti estranei a quelli sociali”;
  • all’articolo 7:
    1. al comma 1, il terzo periodo è soppresso;
    2. al comma 2, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti:
      • d-bis) ha già beneficiato dell’esdebitazione per due volte;
      • d-ter) limitatamente al piano del consumatore, ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode;
      • d-quater) limitatamente all’accordo di composizione della crisi, risulta abbia commesso atti diretti a frodare le ragioni dei creditori”;
    3. dopo il comma 2-bis è aggiunto il seguente:
      • 2-ter. L’accordo di composizione della crisi della società produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili”;
        Atti Parlamentari — 8 — Camera dei Deputati (XVIII LEGISLATURA A.C. 2828).
  • dopo l’articolo 7 è inserito il seguente:
    • “Art. 7-bis. – (Procedure familiari) 1. I membri della stessa famiglia possono presentare un’unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un’origine comune.
    • Ai fini del comma 1, oltre al coniuge, si considerano membri della stessa famiglia i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonché le parti dell’unione civile e i conviventi di fatto di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76.
    • Le masse attive e passive rimangono distinte.
    • Nel caso in cui siano presentate più richieste di composizione della crisi da sovraindebitamento riguardanti membri della stessa famiglia, il giudice adotta i necessari provvedimenti per assicurarne il coordinamento. La competenza appartiene al giudice adito per primo.
    • La liquidazione del compenso dovuto all’organismo di composizione della crisi è ripartita tra i membri della famiglia in misura proporzionale all’entità dei debiti di ciascuno. Quando uno dei debitori non è un consumatore, al progetto unitario si