Come operano queste società, cosa possono pignorare e come difendersi da eventuali comportamenti “aggressivi”

Quando non paghiamo un debito, la nostra prima preoccupazione è cosa potrà succedere se viene incaricata una società di recupero crediti e cosa possono pignorare se non pago.

Una società di recupero crediti, è una società con una specifica autorizzazione (registrata presso la locale prefettura) che può agire legalmente per recuperare debiti non pagati. quindi quando un creditore (di solito una banca o una finanziaria, ma teoricamente potrebbe essere anche un privato) non ottiene il pagamento delle rate, chiede a una società di recupero crediti di intervenire per provare e riprendersi i soldi prestati al debitore e non ripagati.

Recupero crediti: cosa possono fare

Una società di recupero crediti, normalmente ha tre possibili strade da percorrere:

  • sollecitare telefonicamente o con delle visite a domicilio il pagamento dei debiti. la strategia in questi casi è spesso quella di sfiancare il debitore con continue telefonate e velate minacce fino a quando questo non paga.
  • provare e venire incontro al cliente allungando o rinegoziando il debito, per fare si che il debitore in difficoltà lo possa pagare
  • agire con i metodi forti, ovvero provare a pignorare i beni del debitore e venderli all’asta per recuperare il credito.https://pianodebiti.it/legge-sovraindebitamento/

Allo scopo di aumentare il recuperato, spesso gli operatori telefonici del recupero crediti assumono comportamenti aggressivi e contrari alla normativa vigente o metodi discutibili: se vuoi difenderti consulta la nostra guida degli espedienti più frequentemente utilizzati a questo indirizzo:
https://pianodebiti.it/la-lista-dei-10-espedienti-societa-recupero-crediti/

Recupero crediti: cosa possono pignorare

Teoricamente il creditore che non è stato pagato può pignorare tutti i beni del debitore, con l’esclusione di alcuni mobili di casa (letto sedie, tavolo, ecc) e dei beni strumentali che il debitore utilizza per lavorare. Questi pochi beni sono tutelati per legge e non possono essere pignorati in quanto ritenuti necessari.

Per fortuna raramente si arriva a questi eccessi, e le società di recupero crediti puntano al pignoramento delle cose che gli permettono di rientrare più velocemente del loro credito. In ordine di frequenza vengono di solito pignorati:

  • un quinto dello stipendio (è il massimo che ogni creditore può pignorare)
  • le somme presenti su conti correnti
  • l’automobile (se il creditore riesce a trovarla, tramite l’ufficiale giudiziario)
  • le case e gli altri beni immobili posseduti
  • altri beni di valore (mobili antichi, quadri di valore, ecc)

Per poter procedere con il pignoramento, è necessario che il creditore si rivolga al tribunale, che notificherà il procedimento al debitore. Non è possibile pignorare quindi prima che il pignoramento sia stato autorizzato da un Tribunale, e quindi il debitore viene sempre avvisato prima con la notifica di un precetto.

Recupero crediti: quali metodi vengono utilizzati

  1. Diffida di pagamento: in un primo passaggio, l’agenzia di recupero crediti invia al debitore una diffida di pagamento, in cui lo invita a saldare i propri debiti entro e non oltre una data prestabilita.
  2. Recupero crediti telefonico e domiciliare: se la diffida non sortisce alcun effetto, la società può procedere con il recupero crediti telefonico e recarsi in un secondo momento presso l’abitazione del soggetto in stato di morosità per invitarlo a effettuare il pagamento
  3. Procedimento giudiziale: se il debitore non paga con le buone,, si renderà necessario un procedimento giudiziale per ottenere l’esecuzione forzata del pagamento a mezzo del pignoramento di beni del debitore, con un procedimento che di norma ha tre passaggi, ovvero il decreto ingiuntivo, il precetto e l’atto di pignoramento.

Quindi, fino a che punto le società di recupero crediti possono spingersi? Quali sono in questi casi i diritti del debitore?

Per rispondere a queste domanede – legittime – è anzitutto fondamentale conoscere alcuni aspetti della questione. A tal proposito riportiamo di seguito alcune utili informazioni su come dovrebbero operare le società di recupero crediti e quali sono i comportamenti contrari alla normativa vigente.

Obbligo di informazione soltanto all’interessato e mai a terzi 

Le società di recupero crediti non possono informare dei mancati pagamenti soggetti diversi dal diretto interessato. Non possono quindi rivelare la ragione della telefonata a colleghi, parenti, vicini di casa del debitore ecc…

Reperimento del numero telefonico

Quando il debitore ha voluto mantenere privato il proprio recapito telefonico, la società di recupero crediti ha l’obbligo di astenersi dal reperirlo in modi alternativi (per esempio chiedendo ai vicini di casa).

Stalking

Gli incaricati al recupero crediti non possono contattare il debitore in orari irragionevoli o con frequenza maggiore a quanto consentito. Sono inoltre vietate le telefonate preregistrate volte a sollecitare il pagamento.

Avvisi di mora (affissione)

E’ vietata l’affissione, ad opera di incaricati al recupero crediti, di avvisi di mora sulla porta dell’abitazione del debitore, potendo tali dati personali venire a conoscenza di una serie indeterminata di soggetti. Questo potrebbe portare a una diffusione illecita di dati personali. Per la stessa motivazione non sono inoltre consentiti per legge neanche i messaggi lasciati in segreteria telefonica.

Recupero crediti domiciliare 

Gli incaricati al recupero crediti possono recarsi presso l’abitazione del debitore, ma non devono ledere in alcun modo la privacy o la dignità di quest’ultimo. E’ diritto del debitore non aprire e rifiutarsi di parlare con loro. Inoltre il numero di telefono della società incaricata al recupero deve essere sempre visibile. E’ severamente vietata,  agli incaricati, la violazione del domicilio dell’interessato.

Dati personali e segnalazione alla Crif

I dati del debitore devono essere cancellati una volta che i debiti sono stati saldati. Per quanto riguarda la segnalazione alla Crif, questa non è possibile se i debiti in questione non sono stati contratti con banche o finanziarie.

Divieto di false informazioni o condotte ingannevoli

Le società di recupero crediti non possono riferire informazioni false o ingannevoli al fine di ottenere il pagamento della somma dovuta dal debitore. Non possono nemmeno minacciare azioni intimidatorie o iniziative legali sproporzionate.

Importante! I soggetti incaricati al recupero crediti sono semplici privati cittadini, non ufficiali giudiziari.

Anche il Garante della privacy ha redatto un’utile guida a tutela dei diritti dei debitori, che trovi a questo indirizzo: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4893296

In conclusione, come è possibile difendersi?

Di fronte a incaricati al recupero crediti che attuano modalità operative ai limiti della legalità, è possibile segnalare il comportamento illecito dell’operatore all’Antitrust e agire in giudizio contro il creditore per la violazione della propria privacy. Sicuramente questa è la strada per coloro che sono stati sottoposti a casi di vessazioni, ma anche se si potrà ottenere che la società di recupero del credito cessi i comportamenti illegittimi, questo non risolve il problema del debito impagato che si accumula

La soluzione definitiva non può che essere quella di risolvere i propri problemi di debiti, o trovando un accordo con il creditore quanto possibile, o se la situazione è compromessa accedere a una delle nuove procedure per la soluzione della crisi del debito, grazie alla legge 3 2012 che aiuta il debitore in difficoltà economica. Viene infatti riconosciuto al soggetto indebitato il diritto di liberarsi dalla pressione di debiti diventati insostenibili, riportandoli a quanto può essere effettivamente pagato nella situazione economica attuale.

Se vuoi saperne di più sulla nostra attività di assistenza per uscire dal sovraindebitamento clicca qui:

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