Esistono varie tipologie di pignoramento adottate sia dai creditori che dalle società di recupero crediti, una tra queste è il pignoramento mobiliare.
La pratica dei pignoramenti mobiliari, poco si scosta dal pignoramento immobiliare, se non per alcune importanti regole nella sua attuazione.

Per scoprire i diritti dei debitori nei confronti delle società di recupero crediti ti invitiamo a leggere questo articolo.

Pignoramento mobiliare: che cos’è?

La procedura di pignoramento consiste nell’appropriazione di uno o più beni di qualsiasi tipo posseduti dal debitore, da parte del creditore (o della società di recupero crediti che lo rappresenta), e coinvolge l’ufficio giudiziario in veste esecutiva.

Questa prassi viene avviata quando il debitore non ha provveduto a saldare il debito notificato tramite l’atto di intimidazione (atto di precetto) da parte del creditore, ovvero allo scadere dei 10 giorni dalla data di notifica dell’atto.

Nel momento in cui questi beni sono definiti “materiali” si tratta quindi di pignoramenti mobiliari. I beni materiali del debitore vengono identificati e designati dall’ufficio giudiziario nel momento della preparazione dell’atto pignoramento mobiliare.

Il pignoramento mobiliare consiste nella redazione di un verbale contenente l’ingiunzione e la descrizione dei beni pignorati, indicando approssimativamente il valore definito dall’ufficiale giudiziario.

Rispetto alle altre modalità di pignoramento, per il pignoramento mobili non occorre alcun atto di notifica preventiva ed avviene in maniera diretta con l’arrivo dell’ufficiale giudiziario presso il domicilio del debitore.

Il debitore non ha il diritto di opporsi al pignoramento e soprattutto non può rifiutarsi di ricevere l’ufficiale giudiziario, altrimenti commetterebbe un reato in presenza di un pubblico ufficiale.

La procedura di pignoramento mobiliare è altresì limitata in base ad orari precisi: l’ufficiale giudiziario può svolgere il pignoramento dei beni del debitore nella fascia oraria 7-21 dei giorni lavorativi. Se non dovesse reperire il debitore presso il suo domicilio effettuerà un altro tentativo il giorno lavorativo seguente sino al completamento dell’atto di pignoramento.

Il limite massimo per poter procedere al pignoramento è di 90 giorni dalla ricezione dell’atto di precetto da parte del debitore, se in questo periodo l’ufficiale giudiziario non provveduto al pignoramento mobiliare, non potrà più avere luogo. Sarà quindi compito del creditore sollecitare il recupero crediti inviando un altro atto di precetto al debitore e così ripete la procedura.

 

Pignoramento mobiliare procedura: è così frequente?

La procedura di pignoramento mobiliare è spesso una scelta di pignoramento scartata dal creditore ai danni del debitore.
Si preferisce molto spesso appropriarsi di beni immobiliari o pignoramento di parte dello stipendio rispetto al pignorare beni mobili, vediamo il perché nel dettaglio.

Se da una prima valutazione il pignoramento mobiliare può essere una soluzione rapida, se non di immediata di disponibilità di beni del debitore da parte del creditore, questo comporta però la successiva vendita dei beni per poter generare denaro e soprattut