Spesso si sente parlare, nei fatti di cronaca o di vita quotidiana, di pignoramento immobiliare. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e quali possono essere le cause.

Per meglio comprendere l’intero iter partiamo dalla definizione di creditore, cioè colui che ha il diritto di ricevere una prestazione o riscuotere una somma da un altro soggetto, detto debitore.
Nel momento in cui il creditore non riesca ad ottenere la soddisfazione del credito che gli spetta, può scattare la procedura di pignoramento.

Il pignoramento immobiliare è considerato uno strumento per la tutela del creditore. Infatti, secondo la legge, colui che ha diritto alla restituzione di una certa somma di denaro, ma si scontra con un debitore che non vuole adempiere ai suoi doveri, può rivolgersi ad un tribunale con lo scopo di ottenere validi provvedimenti a suo favore.

Attuando la procedura pignoramento immobiliare, si vuole sottrarre al debitore un suo bene immobile in modo da venderlo e ottenere così una somma tale da estinguere il debito. A tutto ciò si giunge però solo dopo che il debitore è stato giudicato colpevole e quindi condannato, secondo sentenza o decreto ingiuntivo, oppure dopo che il creditore ha ottenuto un provvedimento stragiudiziale, quindi un assegno o una cambiale, con titolo esecutivo.

Pignoramenti immobiliari procedura: l’iter nello specifico

Secondo il Codice di procedura civile, il creditore ha il diritto di notificare il titolo esecutivo al debitore. Tale titolo è un atto con il quale il creditore richiede il pagamento che gli spetta. Tra gli altri, sono considerati titoli esecutivi le cambiali, gli atti notarili e le sentenze.

Se, alla luce di quanto fatto, il debitore non è intenzionato a sanare il debito contratto, il creditore ha la facoltà di notificare l’atto di precetto. Da questo momento il debitore ha 10 giorni di tempo per adempiere al pagamento. Alla scadenza dei 10 giorni e con il debito non ancora sanato, il creditore può richiedere il pignoramento immobiliare, entro e non oltre 90 giorni.

Tramite un ufficiale giudiziario, la notifica pignoramento immobiliare (verbale di pignoramento immobili) viene quindi recapitata al debitore. In un secondo tempo, tale atto andrà poi trascritto nella Conservatoria dei registri immobiliari, rendendo così di pubblico dominio l’avvio della procedura contro il debitore. Una volta che il creditore avrà consegnato al Tribunale competente tutti gli elementi utili alla procedura, entro e non oltre 15 giorni dalla consegna della notifica di pignoramento, prenderà avvio la procedura esecutiva.

 

Pignoramento immobiliare procedura e custodia dei beni

Pignoramento immobiliare procedura e custodia dei beni

Una volta avviata la procedura esecutiva, il debitore viene nominato dal giudice custode degli immobili pignorati, così che possa continuare a curarli e mantenerli. Nel frattempo, il creditore ha 45 giorni per presentare istanza di vendita dei beni e, alla scadenza, ne ha altri 60 per raccogliere e presentare tutti i documenti necessari secondo la normativa o, in alternativa, un certificato notarile.

Stimato il valore dei beni da parte di un professionista, il giudice ne autorizzerà la vendita che può verificarsi secondo due modalità:

  • per incanto: coloro che sono interessati presentano la loro offerta in busta chiusa, oltre ad una cauzione. L’offerta in questo caso non può essere revocata. Questa modalità di vendita viene predisposta se il giudice ritiene che l’immobile possa essere venduto ad una somma superiore almeno alla metà del valore del bene stesso.
  • senza incanto: in questo caso viene predisposta un’asta a cui partecipano tutti gli interessati. La cauzione sarà versata anche in quest’ultimo caso.
    Il giudice provvederà al rilascio dell’immobile e decreterà il trasferimento di proprietà a chi ne è diventato proprietario.

 

Pignoramenti immobiliari procedura e pignoramento immobile: cos’altro c’è da sapere

Il D.L.n.83/2015 ha introdotto una novità: è possibile infatti rateizzare il pagamento dell’immobile pignorato e successivamente venduto a patto che le rate non siano dilazionate oltre 12 mesi e soprattutto pagate senza ritardi.

Inoltre, un bene, oltre che venduto, può essere anche oggetto di assegnazione. In questo caso è necessario presentare in Tribunale un’istanza specifica che, dietro la corresponsione di una certa somma, possa far ottenere l’assegnazione del bene qualora la vendita non si verifichi.

E’ necessario sottolineare che il debitore che ha visto verificarsi l’esecuzione immobiliare può richiedere la conversione del pignoramento, prima che il bene sia venduto o assegnato, e quindi sostituire il pignoramento con una somma di denaro ed evitare l’esproprio.

Per approfondimenti sul pignoramento avviato dalle società di recupero crediti ti invitiamo a leggere il nostro articolo: Recupero crediti cosa possono pignorare? I diritti del debitore.

 

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