Oggi esponiamo un caso di sovraindebitamento a Bologna che vede protagonista una dipendente pubblica con un basso stipendio e gravata da notevoli debiti accumulati nel corso degli anni, quest’ultima ha trovato una via d’uscita grazie all’assistenza di Piano Debiti. La sua esposizione, arrivata a quasi 90mila euro verso 10 creditori diversi, si è ridotta a soli 15 mila euro – un abbattimento di oltre l’85% – e con un piano di liquidazione dilazionato in 48 rate mensili da 220 euro ciascuna.

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Il caso

La debitrice è una collaboratrice scolastica con mansioni di bidella e percepisce uno stipendio mensile di 1.250 euro per 13 mensilità.

La donna, divorziata e senza figli ma priva di assegno di mantenimento, vive sola e da anni versa in gravi difficoltà economiche, che hanno radici di natura affettiva: ha dovuto aiutare per lunghi periodi la sua famiglia di origine.

Così è nato uno squilibrio finanziario. Per tamponarlo, è stata costretta a vendere l’unico appartamento di sua proprietà: non era più in grado di pagare le rate del mutuo, gli oneri condominiali e le spese di gestione.

La situazione si è aggravata quando ha acceso nuovi debiti per estinguere quelli accumulati in precedenza. Una scelta, vista col senno di poi, molto rischiosa e che spesso rimanda il problema senza mai affrontarlo definitivamente. Le rate per rimborsare i prestiti personali avevano raggiunto i 1.000 euro mensili, una cifra insostenibile per il suo reddito che derivava dall’unica fonte dello stipendio, senza nessun’altra rendita o guadagno.

Non riusciva più a mantenersi: dopo aver venduto il suo immobile, viveva in affitto, e il canone di locazione da pagare, più le indispensabili spese di sussistenza, anche se ridotte al minimo elementare per vivere, non le consentivano in nessun modo di fronteggiare i rimborsi dei debiti accumulati.

Intanto i numerosi creditori premevano: tra essi c’era l’Agenzia Entrate Riscossione ed il Comune di residenza per le imposte e tasse non versate, ma anche il condominio e diverse banche e società finanziarie che nel corso del tempo le avevano erogato i piccoli prestiti richiesti.

Ma non c’era nessuna possibilità di soddisfarli volontariamente. Aveva chiesto ed ottenuto anche la cessione del quinto dello stipendio e il suo conto corrente era all’asciutto.

La bidella non aveva alcuna disponibilità finanziaria, il suo unico bene era un’autovettura Fiat 600 con ormai 18 anni di vita e un valore residuo commerciale quasi pari a zero.

Intanto il peso dei debiti accumulati era diventato insostenibile. Si prospettava l’esecuzione forzata, con il pignoramento dello stipendio erogato dall’Ente pubblico prima che affluisse sul conto corrente e, in seguito, della futura pensione. La vita non le sarebbe bastata per estinguere i debiti.

L’assistenza di Piano Debiti

La sfortunata donna, ormai soverchiata, si è rivolta a Piano Debiti, società specializzata che fornisce assistenza per cancellare i debiti non più sostenibili, grazie a professionisti qualificati e ad una profonda conoscenza della normativa di settore.

L’assistenza si è svolta con la predisposizione di un ricorso per l’ammissione alla procedura di piano di liquidazione, prevista dalla legge sul sovraindebitamento: la scelta più opportuna per la sua situazione.

Nell’istanza il legale incaricato ha sviluppato in maniera chiara ed argomentata la grave e peculiare situazione della cliente, evidenziando che il suo caso poteva rientrare nella normativa di salvaguardia a causa del cronico squilibrio tra le obbligazioni assunte con i creditori e l’esiguo patrimonio disponibile per farvi fronte.

Il punto di forza della richiesta giudiziale è stato il piano di ristrutturazione dei debiti, elaborato in modo da conciliare nella maniera più opportuna le necessità della donna con l’esposizione debitoria maturata – che alla data di presentazione dell’atto aveva raggiunto la cifra di 87mila euro oltre interessi – e le esigenze dei creditori.

L’Organismo di composizione della crisi (OCC), che è stato tempestivamente attivato, ha prodotto una articolata relazione al giudice del Tribunale di Bologna, esprimendosi in senso favorevole alla piena accoglibilità della procedura di liquidazione del patrimonio della debitrice.

La soluzione

Gli atti di causa predisposti con l’assistenza di Piano Debiti hanno evidenziato in maniera chiara e particolareggiata tutti gli elementi del caso, mettendo il giudice in condizioni di esprimersi favorevolmente.

Le elaborazioni hanno evidenziato che la reale capacità economica della donna, tenuto conto dello stipendio percepito e delle spese da affrontare per il sostentamento, era pari a poco più di 300 euro mensili e questa situazione sarebbe rimasta costante anche in futuro.

Così la proposta avanzata dal difensore della ricorrente, scelto tra gli avvocati convenzionati con Piano Debiti, è stata accolta.

Nel dettaglio, la procedura di liquidazione approvata mette a disposizione dei creditori una somma complessiva di 220 euro per 48 mensilità, più l’intera tredicesima dello stipendio percepita dalla lavoratrice dipendente per i prossimi 4 anni, per un totale di 15.480 euro a fronte di un debito complessivo che, come si è detto, sfiorava i 90mila euro.

La soluzione è stata accettata anche dai creditori, per i quali Piano Debiti ha predisposto anche lo schema liquidatorio con il riparto delle somme spettanti a ciascuno a seguito dell’accoglimento dell’accordo di ristrutturazione.

L’assenso dei creditori si è realizzato anche attraverso la loro suddivisione nelle classi di priorità stabilite dalla legge e individuate da Piano Debiti: con i pagamenti periodici della debitrice, alcuni potranno soddisfarsi per l’intera somma vantata, altri con una riduzione percentuale.

Ad esempio, il rimborso della cessione del quinto dello stipendio è stato abbattuto di quasi il 90% dell’importo originario, poiché la pratica ha evidenziato al giudice le peculiarità di tale istituto giuridico, riuscendo ad ottenere l’inserimento di questo credito con parità di trattamento rispetto agli altri creditori, ossia senza alcun privilegio che avrebbe comportato un maggior onere per la debitrice, ove fosse stata costretta a rimborsare l’intera somma.

Una soluzione estremamente soddisfacente, quindi, per la signora che è riuscita ad ottenere un consistente abbattimento del cumulo dei suoi debiti, con possibilità di rimborsarli a rate mensili costanti e ad un importo predeterminato e per lei finalmente sostenibile.

Se vuoi approfondire la tematica della Liquidazione del patrimonio di invitiamo a leggere in nostro articolo dedicato: Liquidazione del patrimonio: cos’è e come accedere.

 

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