Nuovo esito positivo per una pratica di sovraindebitamento Milano seguita da Piano Debiti come advisor del debitore

Si moltiplicano i casi di procedure legge 3 2012 andati a buon fine a Milano. In questo caso siamo di fronte a un dipendente di una grande azienda con seri problemi di sovraindebitamento. Vi esponiamo questo caso perché molto significativo di una casistica particolare, ovvero la presenza di difficoltà psicologiche che incidono sulla gestione delle proprie risorse economiche e che in questo caso hanno portato il nostro cliente a spese incontrollate fino a che la situazione è degenerata ed è stato impossibile accedere al credito. Si conferma inoltre l’orientamento di Milano in tema di sovraindebitamento ovvero la possibilità di attivare una liquidazione del patrimonio anche in assenza di beni “fisici” ma contando solo sui redditi futuri.

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Il fatto

Ci siamo trovati di fronte a una persona che sommava una serie di prestiti, carte revolving, cessioni del quinto ed esposizioni con banche, tale che se le rate dei prestiti fossero state pagate, non sarebbe bastato lo stipendio mensile della nostra cliente: un classico caso di sovraindebitamento del consumatore.
Tale indebitamento “estremo” non nasce però da problematiche di reddito o di difficoltà che normalmente colpiscono i nostri clienti, ma bensì finché ha potuto il nostro cliente ha acceduto al credito per spendere inconsideratamente quanto riusciva in vari generi di consumo.
Questo perché il cliente è affetto da una grave forma di disturbo della personalità che lo porta alla necessità di uno shopping compulsivo, per cui nei momenti di maggiore stress, il cliente in maniera compulsiva sfogava le proprie ansie ricorrendo a spese sconsiderate.
Con l’arrivo dei primi pignoramenti sullo stipendio, unico bene del debitore, il cliente si rivolgeva a noi per valutare la possibilità di risolvere la grave situazione di indebitamento, anche perché nel frattempo lo stesso si era messo in cura presso un servizio specializzato del comune di Milano, che lo seguiva da mesi in un percorso di riabilitazione.

Sul fatto che questo caso potesse accedere ai benefici della legge sul sovraindebitamento, ci potrebbero essere dei dubbi, se non fosse per il percorso peculiare che ha seguito il debitore che ha potuto dimostrare, con certificati medici, di soffrire da tempo di questa patologia e di essere stato inserito in un serio percorso di riabilitazione.
Superato questo scoglio il nostro consulente ha potuto impostare la pratica mettendo a disposizione dei creditori una quota del proprio stipendio mensile attraverso l’attivazione di un liquidazione del patrimonio, dove il patrimonio unico che verrà devoluto ai creditori sarà una quota dello stipendio.

 

Il piano approvato

Di fronte ai molti debiti scaduti e all’unico reddito stabile, la sola possibilità era di proporre ai creditori una proposta basata sui redditi futuri del debitore. L’uomo si è impegnato a mettere a disposizione mensilmente una quota del proprio stipendio per pagare almeno una parte del debito, per i prossimi quattro anni, durata prevista per le procedure di liquidazione del patrimonio.
La quota mensile è stata calcolata in modo che rimanesse reddito a sufficienza per un’esistenza decorosa, bilanciando l’esigenza di poter dare almeno una parziale soddisfazione ai creditori: al debitore verranno quindi lasciati circa 1.500 euro mensili per il proprio sostentamento
È sempre importante inoltre sottolineare come la quota di stipendio destinata al pagamento del piano di sovraindebitamento, comprenda anche le cessioni del quinto, che quindi non trattengono più nessuna quota dallo stipendio.
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