Di fronte alle difficoltà ci si può arrendere, si possono cercare scorciatoie o ci si può rimboccare le maniche e cercare di ripartire.

E questo è proprio ciò che hanno fatto i titolari di un’azienda agricola lombarda, che per una serie di cause indipendenti dalla propria volontà si è ritrovata in crisi nel volgere di pochi anni, fino ad accumulare debiti per un ammontare complessivo pari a un milione e settecentomila euro.

Di fronte a una cifra del genere è facile scoraggiarsi, intendiamoci. Ma Beppe e Sandro (nomi di fantasia), i titolari dell’azienda in questione, non hanno desistito e con l’aiuto di un professionista come Piano Debiti sono riusciti a proporre ai creditori un piano di rientro serio e sostenibile.

Grazie a questo progetto, che ha appena ricevuto l’omologa da parte del Tribunale di Lodi, l’azienda non solo potrà continuare la propria attività, ma avrà anche l’opportunità di dedicare parte delle proprie risorse agli investimenti e rilanciare la propria produttività, a beneficio anche dei creditori stessi.

Scarica l’omologa

La vicenda

Solo pochi anni fa, l’azienda agricola di Beppe e Sandro era un punto di riferimento nel proprio settore, grazie ad una gestione oculata e ad una situazione di mercato favorevole.

Questo consentiva ai due soci di investire parte dei ricavi nell’acquisto di terreni, tramite mutuo fondiario, e nell’acquisizione di nuovi capo di bestiame utili ad aumentare la produttività.

Sennonché, una concomitanza di eventi sfortunati, riguardanti la salute del bestiame e il crollo dei prezzi dei prodotti del settore, comportava un’improvvisa situazione di difficoltà economica per l’azienda, e a nulla valevano i tentativi di porvi rimedio con finanziamenti di diverso tipo.

La diffusa crisi del settore agricolo non permetteva margini di crescita e le difficoltà relative alla situazione sanitaria del bestiame non trovavano soluzione. La produttività ne risentiva ormai irrimediabilmente, e i debiti si accumulavano con rapidità, fino a sfiorare la somma di due milioni di euro.

 

Sovraindebitamento aziendale cosa fare

Come abbiamo detto, sarebbe facile, a questo punto, mollare tutto e chiudere l’attività.

Ma chi ne guadagnerebbe? Non i soci, che non avrebbero più un lavoro. Non i creditori, che ricaverebbero pochissimo denaro dalle normali procedure esecutive, con vendite all’asta dei beni sociali a prezzi irrisori.

Per questo, è davvero da apprezzare che Beppe e Sandro si siano rivolti a Piano Debiti, società di consulenza esperta nel settore del sovraindebitamento.

Insieme a Piano Debiti, i due soci riuscivano in poco tempo a proporre ai creditori un piano di rientro ambizioso e sostenibile, che non solo avrebbe dato modo ai creditori di ottenere il pagamento di gran parte delle somme pretese, ma avrebbe al contempo consentito all’azienda di rilanciare la propria attività, onorando i debiti e riorganizzando un proficuo ciclo produttivo.

 

La soluzione

In sostanza, il progetto di accordo approntato da Piano Debiti prevedeva la rinuncia, da parte dei creditori, ad una parte dei propri crediti, in modo da favorire il riavvio di piccoli investimenti e la ripresa dell’attività aziendale.

D’altra parte, il sacrificio richiesto ai creditori non è stato certo eccessivo. La società, infatti, nell’arco di pochi anni riuscirà a pagare comunque più di un milione di euro, da ripartire tra i vari creditori.

Lo sconto ottenuto sul debito complessivo sarà utilizzato innanzitutto per acquistare nuovi capi di bestiame e riprendere il normale ciclo produttivo, con i dovuti miglioramenti per rendere più efficiente la produzione e far fronte ai prezzi bassi, ormai costantemente imposti dal mercato.

 

Accordo con i creditori e legge 3 del 2012

La soluzione proposta da Piano Debiti in questo caso specifico è l’accordo con i creditori, cioè una delle procedure di risoluzione delle crisi da sovraindebitamento previste dalla legge 3 del 2012 (conosciuta anche come legge salva-suicidi).

E infatti, prima di ottenere l’omologa da parte del Tribunale, la proposta di Piano Debiti è stata valutata dai vari creditori dell’azienda (banche, fornitori, etc.). Tra questi, soltanto uno ha sollevato eccezioni, mentre tutti gli altri creditori hanno trovato la proposta soddisfacente e di probabile riuscita.

Successivamente, il Tribunale di Lodi ha omologato l’accordo, sulla base del largo consenso ricevuto dai creditori e respingendo le eccezioni dell’unico creditore che vi si era opposto.

 

Rivolgiti anche tu a Piano Debiti

Come vedi, la legge 3 del 2012 offre soluzioni che, da un lato, aiutano le aziende ad uscire dalle difficoltà e, dall’altro, consentono ai creditori di recuperare buona parte del proprio credito.

Ed anche l’economia se ne giova, visto che viene offerta la possibilità ad un’azienda seria di recuperare la propria efficienza e tornare ad offrire i propri prodotti e servizi sul mercato.

Se anche la tua attività sta attraversando un momento difficile, non scoraggiarti. Rivolgiti ad un professionista del settore come Piano Debiti e insieme riusciremo a individuare la soluzione più adatta a risolvere i tuoi problemi di sovraindebitamento.

 

Piano Debiti ti offre una consulenza professionale che ti aiuta in caso di sovraindebitamento. Analizziamo gratuitamente la tua situazione debitoria e ti aiutiamo ad uscirne al meglio, consigliandoti la strada migliore da seguire. Contattaci inviando una richiesta o chiamandoci al numero verde gratuito 800 665 706.