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Liquidazione del patrimonio: cos’è e come ottenerla

La liquidazione del patrimonio è una delle procedure di sovraindebitamento attraverso la quale si possono chiudere tutti i debiti di una persona in difficoltà utilizzando il patrimonio e parte del reddito della stessa, anche se con i beni costituiscono solo una piccola parte del debito accumulato.

Ti hanno proposto una procedura di liquidazione del patrimonio, e vuoi capire di cosa si tratta? Stai cercando informazioni su questo tema? Con questo articolo cercheremo di farti capire di cosa i vantaggi e gli svantaggi di questa procedura, nata con la legge 3 2012 (che oggi però non è più in vigore, sostituita dal Codice della Crisi) e che costituisce la procedura di sovraindebitamento più utilizzata dai debitori in difficoltà per risolvere definitivamente i propri problemi di debito.

Liquidazione controllata del sovraindebitato

Spesso si parla ancora di liquidazione del patrimonio, ma questo “nome” è relativo a una procedura nata con la vecchia legge 3 2012, oggi non più in vigore ed è stata sostituita da una nuova procedura che è nominata come Liquidazione controllata del sovraindebitato (articoli 268- 277 C.C.I.I.) prevista dalla riforma di tutto il settore fallimentare entrata in vigore a luglio 2022. La struttura “di base” della nuova liquidazione è simile a quella della precedente liquidazione del patrimonio, ma vi sono importanti differenze, a vantaggio del debitore, che è importante conoscere.

Non è cambiato lo scopo della procedura, ovvero mediante il ricorso alla liquidazione del patrimonio i debitori che non sono in grado di far fronte ai debiti maturati nel corso degli anni possono liberarsi dai creditori mettendo a disposizione tutti i propri beni e gli eventuali crediti. La procedura permette quindi di distribuire il ricavato della vendita, riscossione o cessione dei beni del debitore ai rispettivi creditori, e contestualmente esdebitare (vedersi cancellare i debiti) la persona o la piccola impresa che accedono a questa procedura.

Domanda di liquidazione controllata

La procedura di liquidazione controllata del sovraindebitato non è altro che una domanda (da presentare nel tribunale di residenza) con la quale ci si dichiara non in gradi di pagare i propri debiti , e si chiede l’apertura di una liquidazione, ovvero viene nominato un liquidatore da parte del tribunale che ha il compito di acquisire l’eventuale patrimonio del debitore (case, liquidità…) e una parte dei suoi redditi, e distribuirli ai creditori, secondo criteri previsti dalla legge.

Qual’è il vantaggio per il debitore in difficoltà nel richiedere l’avvio della procedura di liquidazione del patrimonio? Principalmente i vantaggi possono essere due:

  • l’apertura della liquidazione blocca le azioni esecutive dei singoli creditori (come ad esempio pignoramenti, vendite all’asta, etc.). Non significa che i beni non verranno venduti, ma questo verrà fatto dalla procedura di liquidazione, con alcuni vantaggi per il debitore, come ad esempio vedersi tutelato un reddito minimo per la propria famiglia, oppure non dover gestire i creditori stessi (crecuperi credito, atti esecutivi, etc.)
  • passati tre anni dall’apertura della liquidazione del patrimonio, il debitore potrà chiedere l’esdebitazione: ovvero la cancellazione di tutti i debiti non pagati. Si tratta chiaramente del vantaggio principale, e chi avvia una procedura di liquidazione del patrimonio lo fà proprio con lo scopo di avere l’esdebitazione.

Esdebitazione e liquidazione controllata del sovraindebitato: come funziona?

Nessun debitore avvia una procedura di liquidazione controllata del sovraindebitato solamente per la procedura: quello che tutti i debitori si aspettano è che alla fine dei tre anni della procedura (quattro per la vecchia liquidazione del patrimonio della legge 3 2012). è di ottenere l’esdebitazione, ovvero la completa riabilitazione e cancellazione del debito!!

Nella nostra esperienza non sempre succede: ci sono dei parametri che vanno verificati sin dall’inizio per essere ragionevolmente certi di avere l’esdebitazione a seguito dei una procedura di liquidazione del patrimonio, parametri che un buon advisor del debitore dovrebbe controllare prima di avviare la procedura, cosa che non sempre avviene.

Pertanto ancora di più in caso di liquidazione del patrimonio è fondamentare scegliere con cura il consulente a cui affidarsi per predisporre la pratica…

Chi può accedere e come avviarla?

Alla proceduradi liquidazione del patrimonio possono accedere i debitori che sono in condizione di sovraindebitamento,

  • siano insolventi o in grave stato di indebitamento, ovverosia risultino definitivamente incapaci di far fronte a tutti i propri debiti;
  • non siano soggetti al fallimento

A tale secondo proposito, si precisa che al fallimento non possono accedere, tra gli altri, i privati, i professionisti e i piccoli imprenditori, ed aziende agricole che, quindi, risultano essere i principali destinatari della procedura.

Per avviare la procedura serve predisporre una serie di documenti ed elenchi (patrimonio, debiti, atti di straordinaria amministrazione, etc) con i quali rivolgersi ad un OCC per ottenere una relazione di attestazione della propria situazione di sovraindebitamento.

Ottenuta la relazione andranno depositati presso la sezione fallimentare del Tribunale di residenza, sia la documentazione necessaria che la relazione del Gestore incaricato dall’OCC.

Di norma il debitore si affida ad un consulente che segue per lui tutta la procedura: in ogni caso di tratta di una procedura concorsuale e serve rivolgersi a professionisti specializzati, per ottenere risultati concreti.

In cosa consiste in pratica di liquidazione del patrimonio?

Una volta predisposta la documentazione necessaria ed avviata la richiesta in Tribunale, con la liquidazione del patrimonio, il debitore non fa altro che mettere a disposizione tutti i propri beni e gli eventuali crediti che vanta verso terzi per pagare almeno una parte del proprio debito.

A questo punto, viene nominato un liquidatore al quale è affidato il compito di vendere i beni ed esigere o cedere i crediti. Una volta realizzato il valore economico di tutto il patrimonio del debitore, questo viene distribuito ai creditori e la procedura si chiude.

Si precisa che nella procedura di liquidazione del patrimonio rientrano anche i beni eventualmente sopravvenuti nei tre anni successivi al deposito della domanda, dai quali vanno dedotte le passività inerenti al loro acquisto e alla loro conservazione.

Un approfondimento particolare merita la gestione dei redditi del debitore per il periodo in cui la liquidazione è aperta, che funziona in questo modo: il Giudice della procedura stabilisce quanto servirà per vivere alla famiglia del debitore, considerando sia gli impegni che gli altri redditi presenti, e quella somma sarà lasciata al debitore, mentre eventuali somme maggiori dovranno essere versate ai creditori.

Capiamo meglio con un esempio: un piccolo imprenditore in difficoltà apre la procedura di liquidazione del patrimonio. La famiglia è composta da tre persone e lui è l’unico percettore di reddito. Il giudice definisce che per vivere serviranno 1.800 euro mensili (non lo fà a caso, vi sono dei parametri…). bene se il debitore dichiara un utili minore di 1.800 euro mensili, non verserà nulla. Se invece guadagnasse, ad esempio 2500 euro mensili, dovrebbe versare 700 euro alla procedura…

Liquidazione del patrimonio: 5 compiti del liquidatore

Cosa posso salvare a seguito dell’apertura della liquidazione controllata?

Vi sono alcuni beni che non vengono acquisiti dalla procedura di liquidazione controllata del sovraindebitato, come ad esempio:

  • la quota di reddito necessaria per vivere
  • i beni strettamente personali
  • i redditi acquisiti per mantenimento (ad esempio dall’ex coniuge per i figli)
  • i beni relativi all’attività economica se prosegue
  • licenze, concessioni pubbliche etc.

In particolare per quanto riguarda l’attività economica svolta da debitore (che ad esempio potrebbe essere un piccolo imprenditore), il Giudice della procedura – su richiesta – può autorizzare che prosegua, ma solo se ne derivano utilità anche per la procedura. Questo significa che una parte dei redditi dovrebbero essere versati alla procedura stessa.

Ulteriore approfondimento necessario per quanto riguarda le automobili possedute dal debitore: la regola sarebbe quella della vendita, ma spesso – se non hanno un valore elevato – se ne può ottenere il mantenimento in capo al debitore, ben argomentandone la necessità.

Compiti del liquidatore

Anche in questo caso serve una premessa, ovvero che la funzione del liquidatore, a seguito dell’entrata in vigore del codice della crisi, è stata notevolmente rafforzata la posizione del liquidatore, il quale dovrà avviare una serie di attività preliminari la liquidazione, che andranno a formare lo stato passivo della procedura e ipotizzare un piano di liquidazione.

Per stato passivo di una procedura di liquidazione controllata, si intende un documento formale dove sono indicati i crediti, eventuali privilegi, e come si dovranno distribuire eventuali attivi della procedura.

Una volta approvato lo stato passivo ed il progetto di liquidazione, il liquidatore potrà acquisire patrimonio e redditi provenienti dal debitore sovraindebitato, e appunto “liquidarli” ovvero mettere in atto le azioni necessarie per vendere eventuali beni.

L’ultimo atto della procedura, è quello della distribuzione dei ricavato ai creditori, dopo di che la procedura viene chiusa.

E’ importante sapere che se la procedura dovesse durare più di tre anni – cosa comune se sono presenti immobili da vendere – il debitore ha comunque la possibilità di chiedere di diritto l’esdebitazione dopo tre anni.

Se il debitore, dopo avere avviato la procedura, non collaborasse (ad esempio non mettendo a disposizione alcuni beni, o non versando le quote di reddito previste) il liquidatore ha il potere di agire coattivamente, obbligando il debitore al rispetto di quanto disposto in fase di apertura della liquidazione: il debitore che non collabora potrebbe inoltre vedersi negata l’esdebitazione!

Liquidazione del patrimonio senza beni

In ogni caso, nel rispetto dei limiti anzidetti, deve ritenersi che il debitore possa accedere alla procedura anche se non possieda beni mobili o immobili ma possa contare esclusivamente sul proprio stipendio, qualora sia in grado di versare almeno una parte dello stipendio / reddito alla procedura.

Se invece il debitore non ha patrimonio e non ha redditi (oppure ha redditi bassi, che non gli permettono di versare nulla ad un’eventuale procedura), non è possibile avviare una liquidazione controllata del sovraindebitato. in queto caso sarà necessario valutare se vi sono i presupposti per richiedere l’esdebitazione in qualità di debitore incapiente (che rappresenta una diversa procedura sulla quale trovi informazioni in questo articolo https://pianodebiti.it/esdebitazione-del-debitore-incapiente-cosa-sapere/ )

Liquidazione del patrimonio e cessione del quinto

L’apertura della liquidazione controllata del sovraindebitato, blocca sia le trattenute per cessione del quinto che eventuali trattenute sullo stipendio derivanti da pignoramento. Chiaramente il blocco vale dalla data di apertura della liquidazione, mentre le somme precedentemente pagate ai creditori rimarranno a loro.

Liquidazione del patrimonio: ne vale la pena?

In Piano Debiti abbiamo gestito centinaia di liquidazione del patrimonio sia con la precedente legge 3 2012 che a partire dal luglio 2022 con il nuovo Codice della Crisi, e ci permettiamo di condividere con voi alcune considerazioni:

  • la liquidazione prevista dalla precedente legge 3 2012 funzionava, ma aveva un limite preciso: spesso le procedure erano lunghe anche più di quattro anni, e questo rappresentava uno sforzo non da poco per il debitore. Oggi questo problema è superato e la chiara statuizione del codice che prevede una durata massima di tre anni prima di chiedere l’esdebitazione, da maggiore tranquillità di avere tempi certi
  • il tasso di ” buon fine” e apertura della liquidazione, dipende spesso da quanto è ben preparata la pratica. il nostro messaggio è che se volete ottenere un risultato non improvvisatevi esperti e non rivolgetevi a esperti improvvisati. sono comunque procedure concorsuali…
  • serve valutare che non vi siano problemi per esdebitazione sin dall’avvio della pratica. Sono situazioni non frequenti ma è bene sanare eventuali problemi prima di partire con la liquidazione… altrimenti si rischia di pagare per tre anni e non vedersi liberati dai debiti!

Piano Debiti: la Legge sul sovraindebitamento è la nostra specializzazione

La nostra esperienza ci dice che, ancora oggi a dieci anni dall’approvazione della normativa sul sovraindebitamento, molti casi non vanno a buon fine perché male impostati, mancanti di parte della documentazione necessaria, o semplicemente perché si è richiesto qualcosa che non si può ottenere.

La legge 3 2012 è la nostra specializzazione

In molti altri casi, il debitore non pienamente consapevole delle proprie possibilità ottiene risultati molto inferiori di quelli che potrebbe ottenere se ben consigliato ed assistito.

Comprendere che per uscire dai debiti serve un aiuto è il primo passo per risolvere la situazione. Il secondo passo è avere aspettative ragionevoli e l’aiuto di un esperto di procedure di sovraindebitamento, che ben conosca la legge e che possa dimostrare di aver portato a termine con successo altri casi. Sarà il consulente a predisporre quanto necessario e a sottoporre all’OCC la proposta di risanamento delle posizioni debitorie.

Rivolgendoti a Piano Debiti, non solo sarai seguito da esperti della materia, ma da persone che hanno l’obiettivo di aiutarti e affiancarti, e che hanno fatto della Legge 3 2012 e della soluzione di casi di sovraindebitamento il loro lavoro di ogni giorno.

Per prima cosa sappiamo bene che il debitore in difficoltà è in una difficile condizione psicologica, pressato dai debiti e spesso in gravi difficoltà economiche.

C’è l’ansia per il futuro dei propri familiari, per il destino della propria azienda o della casa, la preoccupazione di non farcela e di cadere in una spirale senza fondo. Dare un aiuto al debitore per risolvere la sua situazione significa prima di tutto ascoltarlo e fornire un primo consiglio onesto e trasparente. Anche dicendo serenamente “non si può fare” se pensiamo che la la legge sul sovraindebitamento non sia la soluzione giusta.

Non abbiamo una promessa da farti, se non che il nostro impegno sarà massimo per trovare la migliore soluzione per il tuo caso, e di seguirti in ogni passaggio fino al raggiungimento del risultato. Anche per questo prima di accettare un incarico, forniamo sempre al cliente una consulenza gratuita finalizzata a fargli comprendere cosa si può ottenere e cosa non si può ottenere attraverso una procedura di sovraindebitamento.

Per avere il testo della normativa di riferimento puoi consultarla sulla Gazzetta ufficiale a questo indirizzo: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/01/24/T-240006/S1

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