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Legge Salva Suicidi: novità 2023

Legge salva suicidi: di cosa si tratta? Viene spesso chiamata in questo modo la normativa che permette a una persona che ha debiti che non riesce a pagare, di uscire da questa situazione attraverso una delle procedure previste dal Codice della Crisi d’impresa, procedure attraverso le quali è possibile cancellare il debito che non si riesce a pagare per motivi oggettivi. Queste procedure si chiamano procedure di sovraindebitamento

Se vuoi informazioni dettagliate su come funzionano le procedure di sovraindebitamento e quali vantaggi possono ottenere i debitori in difficoltà, ti invitiamo a leggere la nostra Guida al Sovraindebitamento che trovi a questo link: https://pianodebiti.it/sovraindebitamento/

Procedura di sovraindebitamento: due esempi concreti

Per capire come funziona veramente la legge salva suicidi, per i non addetti ai lavori forse è più facile partire da due esempi, che riportiamo quà dalla nostra guida di cui trovi sopra il link Si tratta di un caso dove il debitore non ha patrimonio ma solo uno stipendio e un secondo caso dove invece il soggetto sovraindebitato è proprietario di un immobile.

Il primo caso potrebbe essere quello di una coppia di lavoratori dipendenti che guadagnano 3.000 euro al mese, e grazie a questo reddito hanno debiti con le banche per una rata mensile di euro 1.300. hanno inoltre un figlio a carico. Supponiamo che uno dei due perda il lavoro e il reddito famigliare si riduca a 1.900 euro mensili: sarà impossibile con un reddito così ridotto pagare 1.300 euro di rate. Bene, in questo caso, sarà possibile presentare un piano del consumatore, dove le rate delle finanziarie vengono sostituite da un’unica rata calcolata in modo da lasciare un minimo vitale per vivere dignitosamente, che per una famiglia di 3 persone si aggira intorno a 1.600 euro. Pertanto la coppia verserà 300 euro per la durata del piano (di norma 5 anni) e poi sarà libera da ogni debito residuo. pertanto se i debiti erano pari a 90.000 euro, versando 300 euro per 60 rate (18.000 euro!) verranno chiusi tutti i debiti.

Il secondo caso, potrebbe essere quello di un piccolo imprenditore la cui azienda è andata male a causa del covid e ha cumulato 100.000 di debiti verso il fisco e 120.000 verso banche e fornitori. Agenzia delle Entrate e le banche hanno posto in vendita la casa tramite asta: la casa che vale circa 150.000 euro verrà venduta per meno della metà (cosi funzionano purtroppo le aste!) . Se questo imprenditore non agisce, probabilmente gli venderanno la casa ma rimarranno ancora molti debiti che lo inseguiranno per tutta la vita. Infatti i settanta /ottanta mila euro ricavati dalla vendita della casa non pagheranno neppure le metà del debito contratto.

Se invece, prima che la casa venga venduta il debitore avvia una procedura di sovraindebitamento (in questo caso potrebbe essere una procedura di liquidazione del patrimonio) l’immobile verrà comunque venduto, ma la procedura chiuderà tutti i debiti non solo quelli pagati dalla vendita: un importante vantaggio che permetterà a questa persona di ritornare a essere libero da ogni pendenza verso i creditori. Inoltre, spesso l’avvio di una procedura rallenta il processo di vendita, e il debitore potrà rimanere nell’immobile ancora per mesi o anni.

Vi sono casi specifici (non molti in realtà) dove grazie alle procedure di sovraindebitamento il debitore riesce anche a salvare l’immobile di residenza. Sono situazioni che vanno valutate di caso in caso e dove fà la differenza anche la compentenza dell’advisor a cui si rivolge il soggetto in difficoltà.

La prima volta che si parla di legge salva o anti suicidi, è dopo l’approvazione dell ala Legge 3 2012 viene approvata, per la prima volta la trasmissione televisiva “Le Iene” la presenta come “la legge salva suicidi”. La connotazione di una Legge debiti con termini così forti si può collegare al momento storico, caratterizzato dal tragico fenomeno del suicidio per debiti, in tutto il territorio nazionale, spesso da piccoli imprenditori pressati dai debiti.

Perchè viene chiamata “Legge anti suicidi”

Questo nome nasce per caso a seguito di una puntata della trasmissione “Le Iene” Siamo in un momento – nel mezzo della crisi iniziata nel 2011 – in cui alcuni imprenditori, non trovando alcuna soluzione alla propria situazione di sovraindebitamento, scelgono di togliersi la vita. Le Iene presentano nel loro servizio del 2014 la Legge 3 2012 come un primo strumento reale in grado di ridare speranza a coloro che, schiacciati dai debiti, si ritrovano in situazioni economiche difficili se non tragiche. Il servizio delle Iene effettivamente da un grande contributo alla conoscenza di questa nuova normativa e la Legge 3 2012 viene così ribattezzata a livello di percezione collettiva come “Legge salva suicidi”. Sono comuni anche altri nomi similari come “legge anti suicidi” oppure “legge salva suicidi”

Proprio nel 2014, quando nessuno conosce questa normativa, e sono pochissime le pratiche avviate, nasce Piano Debiti, con l’obiettivo di rendere accessibile questa procedura a piccole imprese e persone in difficoltà economica: sarà la nostra azienda a omologare le prime pratiche su molti dei tribunali italiano, avviando così concretamente l’applicazione di questa norma giusta e necessaria.

“Legge salva suicidi”: quale norma oggi?

Innanzitutto, non va dimenticato che la rinominazione in “Legge salva suicidi” è opera di una semplificazione giornalistica. All’epoca del servizio delle Iene la Legge 3 2012 consiste in una vera e propria norma, che prevede l’attivazione di una procedura in Tribunale a favore dei soggetti sovraindebitati: una norma che prevede “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento” e che arricchisce di un termine nuovo l’ordinamento giuridico italiano: il sovraindebitamento.

Con questo termine si definisce la situazione precaria e insopportabile di chi, consumatori o piccole imprese, non riesce più a far fronte ai propri debiti a causa di una situazione di evidente squilibrio tra le attuali disponibilità economiche ed i debiti residui.

Oggi la Legge 3 2012 è stata sostituita, a partire dal luglio 2022 da una riforma completa del settore, che ha nome di “Codice della Crisi dell’Impresa e dell’Insolvenza” normalmente conosciuta come codice della Crisi.

Le procedure di sovraindebitamento sono quindi state ricomprese all’interno del Codice, che ha inoltre reso più snelle e facilmente applicabili queste procedure: un vantaggio importante per cittadini e imprese in difficoltà che possono liberarsi dai debiti non pagati in tempi ancora più brevi.

Legge anti suicidio: un modello per salvare il debitore in difficoltà

Leggi simili alla 3 2012 nella maggior parte dei paesi europei sono in vigore da parecchi anni. Nel Regno Unito il concetto di diritto al “Fresh start” – ovvero alla possibilità per chi ha contratto debiti non più pagabili, di avere diritto ad un “nuovo inizio” –  è pienamente operativo dalla fine degli anni ‘70 e nasce per interrompere un processo, dannoso per tutti, di “rincorsa impossibile” nel quale il soggetto sovraindebitato rimane inseguito a vita da banche e finanziarie, senza mai uscire da questo tunnel.

La cosiddetta “Legge salva suicidi” opera quindi anche una funzione etica perché il debitore in difficoltà potrà tornare ad essere una persona serena, pienamente inserita nella vita economica della propria comunità e, soprattutto, nuovamente produttiva.

Il fine principale è quindi quello di mettere legalmente in grado il debitore di pagare tutto ciò che, di fatto, può pagare.  Condizione ottenibile solo cancellando quella parte di debito che, verrà calcolata come quota che non si riesce a pagare

Non va dimenticato, infatti, che la “Legge salva suicidio” rende servizio anche a chi è titolare di credito. Se il debitore rimane soverchiato dalla mole dei debiti, rischia di non pagare alcunché a nessuno dei propri creditori. Dando la possibilità a chi ha troppi debiti di pagare quanto gli è possibile si crea una situazione di “nuovo equilibrio”. Si tiene conto dei diritti del debitore di poter condurre una vita dignitosa e dei diritti dei creditori di poter tornare in possesso almeno di una parte del credito residuo.

Anche negli altri paesi europei esistono norme similari: Spagna,, Germania, Olanda, hanno normative molto simili a quella Italiana, mentre la Francia – coerentemente con il proprio modello di pubblica amministrazione – ha scelto una via diversa e il debitore viene preso in carico da un servizio pubblico totalmente gratuito ma anche molto più invasivo di quello degli altri paesi europei.

Legge Anti suicidi: attenzione all’applicazione

L’arrivo in Italia di una procedura così importante, che permette realmente di ripartire senza debiti e persone in grave difficoltà, ha comportato moltissime attese, importanti risultati ma anche casi mala applicazione da parte di consulenti e legali improvvisati in questa materia.

E’ bene sapere che esistono paletti ben precisi per accedere alla legge salva suicidi e che spesso il debitore dovrà essere disposto a qualche sacrificio per ottenere la cancellazione dei debiti non pagati.

Prima di tutto ti consigliamo di informarti sul funzionamento della normativa: proprio per questo Piano Debiti mette a disposizione sul proprio sito moltissimo materiale informativo che trovi nell’area Blog e Normativa, e un’utile sintesi di tutte le informazioni necessarie riassunte nella nostra Guida al sovraindebitamento che ti invitiamo a leggere.

Come secondo passi il nostro consiglio è quello di affidarti per una valutazione dei tuo caso, specifica e personalizzata , a chi conosce veramente la materia e può consigliarti sui passi migliori: la nostra azienda è stata la prima a seguire procedure di sovraindebitamento, e da oltre 9 anni porta a buon fine centinaia di pratiche di persone in difficoltà.

Come funziona la “Legge salva suicidi”

Piano Debiti è specializzata nell’applicazione delle procedure di sovraindebitamento

A quattro anni dall’emanazione della “Legge anti suicidi” e la conseguente approvazione della normativa sul sovraindebitamento, gran parte della popolazione italiana non conosce ancora questa possibilità di uscire dal debito e crisi personale. Inoltre, molti dei casi presentati ai Tribunali di competenza attraverso le tre procedure previste dalla Legge non vanno a buon fine perché risultano male impostati; magari preparati con documentazione scarsa rispetto a quella necessaria o semplicemente perché attraverso la procedura si è andati a richiedere qualcosa che non si poteva ottenere.

Se vuoi sapere di più su chi siamo e come lavoriamo, leggi questo articolo:
https://pianodebiti.it/sovraindebitamento/

La legge 3 2012 è la nostra specializzazione: i tre passi fondamentali da seguire

Spesso il debitore che si muove autonomamente non è pienamente consapevole delle proprie possibilità. Ottiene solo risultati parziali o addirittura scadenti rispetto a quelli che potrebbe ottenere se ben consigliato ed assistito.

  1.  Il primo passo necessario per poter risolvere la situazione di sovraindebitamento consiste nella presa di  coscienza che è indispensabile avvalersi dell’aiuto di personale specializzato in questo settore
  2. Il secondo passo consiste nel saper nutrire aspettative ragionevoli. Solo attraverso l’aiuto di un esperto di procedure di sovraindebitamento, che ben conosca la Legge e che abbia comprovata esperienza di successi, sarà possibile ottenere un risultato. La “Legge salva suicidi” rappresenta uno strumento studiato per risolvere situazioni anche molto complesse che spesso si sono sovrapposte tra loro nel tempo. Uno strumento che difficilmente può essere utilizzato al meglio da chi è profano di conoscenze specifiche in ambito economico, finanziario e giuridico.
  3. La scelta di un consulente esperto e capace rappresenta il terzo passo verso il successo. E’ infatti consigliabile che sia il consulente a compiere una prima valutazione della situazione generale di indebitamento, a compiere una celta ponderata della soluzione e a predisporre quanto necessario all’avvio della pratica. Sarà lui a sottoporre all’OCC la proposta di risanamento delle posizioni debitorie, a produrre l’integrazione documentale eventualmente richiesta e a seguire la pratica sotto ogni punto in senso cronologico e operativo

Pressato dai creditori e in gravi difficoltà economiche, il soggetto sovraindebitato si ritrova spesso in situazioni a dir poco drammatiche. L’ansia relativa alle preoccupazioni per il futuro dei propri cari, al possibile destino della propria azienda o abitazione. La preoccupazione di non riuscire a cambiare la situazione attuale… sentimenti che lo fanno sentire perso, destinato a precipitare in una spirale di incognite che sembra aumentare di giorno in giorno.

Portare un concreto aiuto al debitore per inquadrare lucidamente la propria situazione e trovare una via d’uscita significa, in prima istanza, attivare specifiche e professionali capacità di ascolto.

Spesso il soggetto sovraindebitato non è in grado di ricostruire facilmente tutto il percorso delle scelte economiche e finanziarie che lo hanno condotto alla situazione attuale.

I consulenti di Piano Debiti si pongono come primo obiettivo quello di facilitare il proprio cliente in una riesamina dei fatti accaduti. Occorre una ricostruzione cronologica e tecnica degli atti e delle scelte compiute, allo scopo di costruire – insieme – un quadro complessivo e realistico della situazione debitoria.

Il secondo passaggio consiste nella capacità dei consulenti di Piano Debiti di fornire un chiaro consiglio operativo rispetto al quadro delineato in modo onesto e trasparente. Per trasparenza si intende in questo caso la capacità dei consulenti di esporre in maniera chiara, semplice e comprensibile la struttura delle soluzioni che la “Legge salva suicidi” prevede. Rendendo così condivisa la scelta che verrà effettuata, al fine di iniziare il percorso di uscita dalla gravosa situazione di indebitamento.

Talvolta potrà accadere che, ragionando col cliente ed esaminando la sua situazione, risulti non possibile utilizzare la Legge 3 2012. Può succedere che non esistano le precondizioni necessarie o che la situazione sia non più recuperabile. In tal caso, nel massimo della sincerità e della chiarezza professionale, questa considerazione verrà condivisa con il cliente, al quale, se possibile, saranno prospettate soluzioni alternative.

Piano Debiti non si presenta con promesse preconfezionate, se non con quella che tutti i propri sforzi saranno orientati verso ogni soluzione utile a migliorare la situazione del cliente, seguendolo in ogni passaggio fino al raggiungimento del risultato prestabilito assieme a lui.

A riprova di tutto ciò, prima di accettare qualsiasi incarico, Piano Debiti fornisce sempre al cliente una prima consulenza gratuita. Consulenza finalizzata allo sviluppo dei passaggi sopra descritti, nel preciso intento di far comprendere al cliente cosa sia possibile ottenere e cosa no attraverso l’attivazione di una procedura di sovraindebitamento.

Riportiamo di seguito, al fine di illustrare meglio gli argomenti sopra descritti, una breve sintesi di casi reali, seguiti e portati a successo dai consulenti di Piano Debiti.

Per saperne di più leggi una selezione dei casi da noi risolti: https://pianodebiti.it/sentenze-sovraindebitamento/

A) Funzionario pubblico, si indebita a seguito dei continui trasferimenti e del divorzio. Risolto grazie alla legge salva suicidi

Mario, lo chiameremo così, è un dipendente statale con uno stipendio fisso, moglie e figli a carico. Per anni la sua vita scorre normale, ha un prestito per l’auto, e alcuni piccoli debiti fatti per la famiglia.

In due anni accade prima che venga trasferito per esigenze di servizio in tre città diverse. Per far fronte ai costi degli spostamenti (pensiamo ai mobili, o all’inserimento dei figli a scuola) fa altri debiti. Le rate aumentano e la vita diventa difficile. Ne risente anche il matrimonio e Mario divorzia poco dopo, lasciando la casa a moglie e figli e dovendo pagare per il mantenimento dei figli.
Alimenti e rate dei prestiti gli portano via tutto lo stipendio e per vivere accende una cessione del quinto, che lo mette in definitiva crisi.

Mario è un classico caso di Piano Del consumatore. Dopo essere stato assistito da Piano Debiti, l’OCC riconosce la situazione di sovraindebitamento e la meritevolezza. Le rate vengono ridotte del 60% e Mario oggi riesce a rientrare del debito e a vivere dignitosamente.
Pratica Omologata presso il Tribunale di Latina.

B) Piccola attività economica non riesce a chiudere per i debiti. interviene la legge anti suicidi

Luigi ed Enrico, li chiameremo così, hanno da anni una piccola carrozzeria. L’attività da anni è in difficoltà per la crisi, e anche vista l’età vicina alla pensione vorrebbero chiudere la carrozzeria. Purtroppo circa 100.000 euro di debiti accumulati negli anni andrebbero pagati, ma i soci non hanno tutti i soldi per farvi fronte.

Viene proposto un accordo di composizione ai creditori che prevede il pagamento di circa il 25% del debito. I creditori accettano, evitando lunghe e costose azioni legali verso i soci. Possono finalmente chiudere l’azienda e andare in pensione senza debiti, mantenendo la proprietà delle case e vivendo sereni senza l’incubo di essere inseguite da banche ed Equitalia.
Pratica Omologata presso il Tribunale di Alessandria.

C) Fidejussioni prestate per il marito. Anche questo caso risolto grazie alla legge salva suidici

Enrica, la chiameremo così, ha un lavoro dipendente e ha firmato fidejussioni per il marito che aveva un piccola attività di consulenza. L’attività del marito va male, e le banche richiedono il rientro delle fidejussioni, per cifre che con un normale stipendio non potrà mai pagare. Enrica, si vede riconoscere lo status di sovraindebitata e viene aperta una procedura di liquidazione del patrimonio. Per quattro anni dovrà versare una parte dello stipendio alle banche. Al termine di questo periodo potrà liberarsi del debito restante ed essere esdebitata, ovvero liberata dai debiti.
Pratica Omologata presso il tribunale di Brescia.

D) Luigi allevatore in difficoltà

Luigi, lo chiameremo così, è un allevatore di suinetti di 50 anni e da una vita fa questo mestiere con passione. Purtroppo negli ultimi anni la redditività della sua attività cala notevolmente. Per andare avanti con l’allevamento accumula debiti con le banche e con i fornitori, in particolare per il mangime dei suini. La situazione è molto difficile, in quanto i creditori pressano e già sono arrivati i primi pignoramenti. Luigi, assistito da Piano Debiti, trova un acquirente per una parte dei terreni di proprietà, e con il denaro ricavato attiva una procedura di sovraindebitamento.

Viene proposta ai creditori chirografi una percentuale del 22%, ovvero ogni mille euro di debiti ne vengono pagati 220. I creditori accettano la proposta, e Luigi può continuare la sua attività, ripartendo libero dalle vecchie pendenze verso il sistema finanziario e i fornitori.

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Piano Debiti ti offre una consulenza professionale che ti aiuta in caso di sovraindebitamento. Analizziamo gratuitamente la situazione debitoria e ti aiutiamo ad uscirne al meglio, consigliandoti la strada migliore da seguire.

16 commenti su “Legge Salva Suicidi: novità 2023

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  1. Buongiorno, sono una signora di 61 anni con a carico un figlio di 30 diabetico.
    Per far fronte alle spese ho contratto alcuni debiti e ora non riesco più a far fronte a tutto e continuo ad essere contattata per i pagamenti.
    Premetto che ho un lavoro e che il mio stipendio si aggira su € 1.100 c.a. al mese, ma quasi sempre sono costretta a scegliere tra il fare la spesa o pagare l’affitto, le bollette ecc.
    Siete in grado di aiutarmi, anche se non posseggo nulla e abito in case popolari a Torino?
    grazie e cordiali saluti
    Silvia

    1. Buongiorno Silvia,
      da come ce lo descrive, il suo sembra proprio il caso che la legge mira a tutelare, per cui probabilmente una pratica avviata a suo nome avrebbe ottime possibilità di andare a buon fine.
      Chiaramente è necessaria una valutazione più approfondita: ci chiami o compili il form per un appuntamento di valutazione completamente gratuito
      Piano Debiti

  2. Volevo sapere se uno aderisce alla legge il piano ammortamento è previsto solo per i debiti scaduti o anche per quelli in essere? Esempio se io ho debiti non pagati mentre sto regolarmente pagandone altri nel piano rientrerebbero solo quelli scaduti e non pagati o tutti i debiti ?

    1. Salve Carmine, grazie per la domanda perché è una delle cose che ci chiedono più spesso le persone che assistiamo.
      la legge su questo punto è chiara: rientrano nella procedura tutti i debiti, anche quelli in regolare ammortamento, e anzi costituisce un illecito non inserire debiti. Ad esempio capita spesso che il piccolo artigiano ci chieda di tenere fuori dalla procedura un debito verso un fornitore con cui ha rapporti particolari, per poterlo pagare integralmente, ma ciò non è possibile.
      grazie
      Piano Debiti