In un quadro complessivo dove poche procedure ex Legge 3 2012 giungono a buon fine, il modello di assistenza del debitore sviluppato da Piano Debiti conferma la sua validità. Si moltiplicano i casi di pratiche di sovraindebitamento andate a buon fine seguite dalla nostra società.

Anche nel caso in oggetto è stato proposto ai creditori (banche, finanziarie, Agenzia Entrate ex Equitalia  ed alcuni fornitori) un pagamento parziale. E’ stato depositato presso il Tribunale di Busto Arsizio un Accordo di composizione della crisi, come previsto dall’art 7 e seguenti della Legge 3 2012. L’Accordo, attestato dal nominato Organismo di Composizione della Crisi,  è stato ritenuto soddisfacente dalla maggioranza dei creditori. Il Tribunale ha potuto omologarlo positivamente. I debitori potranno pagare quanto gli è possibile e vedersi esdebitato il restante debito, ritrovando la serenità di una vita senza l’ansia di essere inseguiti dai creditori.

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Il fatto

Ci siamo trovati di fronte alla pratica di marito e moglie con tre figli residenti a Busto Arsizio. Similmente a quanto avviene per tante famiglie in difficoltà, a causa di una serie di traversie personali si sono trovati impossibilitati a pagare i propri debiti.

Fino al 2010 il nucleo familiare vive serenamente dal punto di vista economico. Il marito può contare su un affermato lavoro come agente di commercio nel settore fotovoltaico. La moglie ha uno stipendio fisso a tempo indeterminato. Grazie a questa stabilità e alla donazione di un terreno da parte di un genitore, decidono di avviare la costruzione di una casa in cui trasferire la famiglia. Per la costruzione dell’immobile contraggono una serie di debiti.

Proprio nel momento del massimo impegno economico, la ditta dove lavora la moglie riduce il personale, licenziando la nostra assistita. Poco dopo, il settore del fotovoltaico va in crisi ad anche il marito è costretto a terminare la propria attività. I due debitori non riescono a finire la costruzione della nuova casa e neppure a sostenere le rate dei debiti.  Infine, alcune ditte coinvolte nella costruzione dell’immobile non sono pagate e mandano all’asta la casa.

I debitori nel corso degli anni ritrovano una nuova occupazione, ma ormai la situazione con le banche e con i fornitori è completamente deteriorata. L’ammontare del debito è diventato non sostenibile. Questo, oltre alla messa all’asta della casa, ha portato a decreti ingiuntivi, pignoramenti e ad una costante pressione delle società di recupero del credito che assillano giornalmente i due debitori.

Il marito è riuscito a riavviare un’attività in proprio, ma le difficoltà con il mondo bancario gli impediscono di accedere al credito. E’ per lui impossibile avere anche una semplice carta di credito. L’uomo vive con la costante paura che vengano pignorati i conti della ditta individuale e che Equitalia blocchi l’auto utilizzata per lavoro.

 

Il piano approvato

Di fronte ai numerosi debiti scaduti e all’unico reddito del marito, la sola possibilità era di proporre ai creditori un Piano basato sui redditi futuri del debitore. L’uomo si è impegnato a devolvere mensilmente una quota del proprio reddito per pagare almeno una parte del debito.

La quota mensile di 500 euro è stata calcolata in modo che alla famiglia rimanesse reddito a sufficienza per un’esistenza decorosa. I calcoli hanno dato anche una parziale soddifazione ai creditori a cui, nel corso di 7 anni, verrà restituito circa il 15% del debito scaduto.