Interessante modifica normativa in tema di sovraindebitamento  apportata dal decreto  legge 27 giugno 2015, n. 83, dove viene esplicitamente previsto che nel precetto sia indicata la possibilità per il debitore di avvalersi di una delle procedure di sovraindebitamento previste dalla Legge 3 2012.

Il decreto, recante

Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”:  approvato dal governo Renzi con l’esplicito intento di snellire le procedure esecutive e concorsuali, inter alia interviene sul codice civile con l’art 13 che prevede che “ Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 480, secondo comma, e’ aggiunto, in fine il seguente periodo: «Il precetto deve altresi’ contenere l’avvertimento che il debitore puo’, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.

L’indicazione è di particolare rilievo per le conseguenze implicite della stessa, ovvero:

  • Si da l’avvio ad un inserimento organico della Legge 3/2012 all’ interno del diritto civilistico del nostro paese. Si diffonde la consapevolezza dell’esistenza di questo istituto presso professionisti e debitori, che troveranno indicati i riferimenti della norma all’ interno dei nuovi precetti inviati ai debitori in stato di difficoltà;
  • Si conferma una visione “attiva” delle istituzioni verso questa normativa, vista anche come strumento per sgravare i tribunali civili da una parte del contenzioso derivante dal debito deteriorato. I debitori verranno canalizzati verso procedure volontarie ed in grado di affrontare unitariamente la complessità delle situazioni debitorie del soggetto in difficoltà.

Inoltre da fonti vicine al Ministero, sembra che a giorni verrà circolarizzato il form di domanda che permetterà l’iscrizione degli Organismi di Composizione della Crisi presso l’elenco tenuto dal Ministero di Giustizia: l’ultimo tassello derivante dai decreti attuativi dello scorso gennaio.

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