Legge 3 2012: l’iter legislativo

  • Legge 3 2012: l'iter legislativo

La Legge 3 2012, così come la conosciamo, è in realtà il risultato di un lungo e complesso iter legislativo – di seguito esposto – volto a rendere la normativa idonea a regolamentare le situazioni di difficoltà dei soggetti non fallibili, ovvero le crisi da Sovraindebitamento.

Attraverso l’introduzione della Legge 3 2012, il legislatore ha affrontato la complessa tematica del Sovraindebitamento al fine di normare situazioni che, fino a quel momento, non erano soggette né assoggettabili alle procedure concorsuali già vigenti nell’ ordinamento italiano.
Questa normativa introduce a tal fine un’importante novità per tutti i soggetti che non rientrano nelle disposizioni previste dalla legge fallimentare. E’ diritto del debitore non fallibile liberarsi definitivamente dalla pressione dei debiti diventati insostenibili riportandoli a quanto può essere effettivamente pagato nella situazione economica attuale.
Infine, attraverso l’approvazione della Legge 3 2012, finalmente anche l’Italia si allinea ad altri Paesi Europei, ad esempio Inghilterra, Germania e Francia. E’ evidente come la disciplina del Sovraindebitamento sia una novità assoluta per l’ordinamento italiano, poiché recupera un vuoto legislativo già da tempo individuato e colmato in molti Paesi del vecchio continente.

L’iter legislativo

  1. Prima lettura in Senato: l’approvazione della Legge 3 2012 è iniziata al Senato il 23 settembre 2008 con l’analisi in Commissione dell’ AS 307, approvato dal Senato stesso in data 1 aprile 2009.
  2. Prima lettura alla Camera: il provvedimento viene quindi sottoposto all’esame della Camera (AC 2364) che lo approva in data 26 ottobre 2011, apportando però una serie di modificazioni che determinano la necessità di un ulteriore esame da parte del Senato (AS 307-B). In questa fase, al fine di ovviare ai tempi della definitiva approvazione dell’AS 307-B, il Governo ha ritenuto di dover intervenire per accellerare l’introduzione dell’innovativo procedimento per la risoluzione delle crisi da Sovraindebitamento, attraverso l’emanazione del decreto-legge n. 212 del 22 dicembre 2011, il cui testo riproduceva sostanzialmente le disposizioni già approvate dalla Camera.
  3. Seconda lettura in Senato: lo stato ormai avanzato dell’iter dell’AS 307-B, porta il Senato – chiamato ad esaminare il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 212 in prima lettura – ad anteporre alla conversione, l’approvazione del disegno di legge. Viene così approvata la Legge 3 2012, destinata ad entrare in vigore il 29 febbraio 2012.

Grazie a una vocatio legis volutamente lunga, il Governo e la Commissione Giustizia del Senato hanno ritenuto di poter utilizzare l’iter di conversione del d.l. n. 212 per correggere alcuni aspetti della Legge 3 2012, prima dell’entrata in vigore della stessa. Questo spiega le ampie modifiche che il Senato aveva apportato al testo originario del decreto-legge, giunte all’esame della Camera attraverso l’A.C. 4933.

La Camera, chiamata ad esaminare le complesse modifiche alla legge sul Sovraindebitamento nei tempi ristretti della conversione di un decreto legge, ha preferito eliminare dal citato decreto tutti gli interventi sulla materia e ha invitato il Governo a provvedere eventualmente con la presentazione di un apposito disegno di legge.
È entrato dunque in vigore il testo della Legge 3 2012 senza le opportune ed auspicate modifiche, mentre contestualmente il Governo presentava alla Camera il disegno di legge A.C. 5117.

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In particolare, il disegno di legge A.C. 5117:

  • introduce un ulteriore procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento del consumatore, definito come il «debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni prevalentemente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta». Egli potrà proporre al giudice un piano di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti. L’omologazione del piano da parte del Giudice sarà fondata su un giudizio di meritevolezza della condotta del debitore e sulla sua mancanza di colpa nella determinazione del sovraindebitamento;
  • riduce al 60% la soglia prevista per il raggiungimento dell’accordo tra debitore non consumatore e creditori;
  • prevede la possibilità di un pagamento anche non integrale dei creditori privilegiati (con l’esclusione di determinati crediti tributari e previdenziali, dei quali è possibile la sola dilazione di pagamento);
  • ritiene che i creditori rimasti estranei all’accordo siano sufficientemente tutelati dalla valutazione – dell’Organismo di composizione della crisi e poi del tribunale – sulla convenienza dell’accordo di ristrutturazione rispetto alla liquidazione dei beni del debitore;
  • introduce la possibilità della procedura di liquidazione di tutti i beni del debitore, anche se consumatore, e subordina al verificarsi di determinate condizioni e a uno specifico giudizio del tribunale l’effetto di esdebitazione per i crediti non soddisfatti.

L’articolo 18 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (convertito nella Legge 221/2012), ha riformato il Capo II della Legge sul Sovraindebitamento nel senso auspicato dal Governo con il disegno di legge A.C. 5117 e generato la Legge 3 2012 così come oggi viene applicata dai Tribunali italiani.

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