È stata emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio una nuova direttiva in tema di procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione. Si tratta della direttiva europea 2019/ 1023 che attua alcune modifiche in riguardo a una direttiva europea precedente, la direttiva 2017/1132.

La precedente direttiva europea regolava le procedure di ristrutturazione del debito e d’insolvenza, procedure rese possibili dalla legge 155 2017. Questa direttiva presentava però dei punti critici in riguardo alle differenze per i vari stati europei all’accesso alle procedure di ristrutturazione, alle tempistiche e ai costi di queste.

Di fatto, con la precedente direttiva si andava a promuovere una disuguaglianza per le imprese dei diversi stati membri, andando a ostacolare il funzionamento del mercato interno con conseguenze non solo economiche ma anche sociali. Molte imprese o imprenditori sani, ma in stato di crisi infatti, si ritrovavano impossibilitati a sostenere gli alti costi di accesso alle procedure di ristrutturazione o ostacolati dalle lunghe tempistiche delle procedure di esdebitazione. Queste imprese finivano per chiudere ed essere liquidate ingiustamente, senza avere la possibilità di accedere alle procedure di esdebitazione ed essere liberate dai debiti, come garantito dalla legge.

Le novità della direttiva europea 2019/ 1023

La nuova direttiva apporta alcune modifiche che vanno di fatto ad eliminare le differenze tra i vari stati membri per aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione per tutti i paesi membri dell’UE.

Si vuole così promuovere un corretto funzionamento del mercato interno ed eliminare gli ostacoli all’esercizio delle libertà fondamentali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza ed esdebitazione.

La direttiva 2019/1023 garantisce quindi a tutti gli imprenditori e imprese europee sane, ma in difficoltà finanziarie di accedere a procedure di ristrutturazione preventiva in egual modo, per avere la possibilità di esdebitarsi e continuare ad operare senza che i debiti pregiudichino il loro futuro.

La ristrutturazione preventiva risulta essere una procedura molto utile, in  quanto prima un debitore è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un’insolvenza imminente o, nel caso di un’impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione.

I quadri di prevenzione preventiva presentati proprio da questa direttiva dovrebbero infatti permettere a tutti i debitori di intervenire in una fase precoce della crisi e prevenire l’insolvenza, evitando di fatto la liquidazione di imprese sane. Tramite questa nuova direttiva si va a:

  • ridurre la durata delle procedure di esdebitazione.
  • ridurre i costi dell’attuazione di queste procedure
  • armonizzare le soluzioni per tutti i paesi membri dell’Unione Europea

Tramite queste direttiva si vuole quindi far ordine in tema di esdebitazione e procedure preventive per garantire un buon funzionamento del mercato interno, il mantenimento e la creazione di posti di lavoro.

Ridurre tali differenze dovrebbe infatti aumentare la trasparenza della certezza giuridica e della prevedibilità della crisi attraverso l’Unione.

Qui potete scaricare il PDF della direttiva 2019/1023:

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Esdebitamento: la guida pratica in sette punti

 

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