Casa pignorata cosa fare? Non è tutto perduto! Scopri tutto quello che c’è da sapere sul pignoramento e come evitare l’asta giudiziaria.

Il pignoramento della casa risulta essere un tema di pungente attualità ma purtroppo ancora caratterizzato da molta disinformazione. Sono infatti molte le famiglie italiane che si ritrovano di punto in bianco con la casa pignorata, senza sapere come comportarsi e come agire per cercare di salvarla dall’asta.

Vediamo di fare chiarezza sul pignoramento immobiliare e su come sia possibile evitarlo, o svincolarsi da questo se il pignoramento ci è già stato notificato.

Chiaramente il “fai da te” in questo ambito può essere pericoloso, sia perché si tratta di argomenti complicati sia perché la posta in palio è alta: rischiare di perdere la casa perché ci si è rivolti a consulenti improvvisati o perché si è tentato di fare da soli. Come si può ben intuire tutto questo può essere un errore imperdonabile.

Continua a leggere l’articolo per scoprire cosa è importante sapere sul pignoramento e come e quando è possibile salvare la casa dall’asta.

 

Ho la casa all’asta cosa fare? Scopri cos’è l’atto di pignoramento

Prima di tutto occorre spiegare come si arriva a pignorare una casa: si arriva al pignoramento quando si hanno debiti e non si pagano. In questi casi il creditore (banche, agenzia delle entrate, fornitori, in sostanza qualsiasi creditore) può chiedere al tribunale di pignorare dei beni a garanzia del proprio credito.

Cosa significa? Significa che se non ho pagato, ad esempio, un prestito, la banca può chiedere di pignorare la mia casa per essere garantita: la casa verrà venduta e i soldi ricavati verranno aggiudicati alla banca fino a che il debito sia stato completamente saldato.

Che sia quindi una procedura per la casa pignorata dalla banca o da qualsivoglia agenzia di recupero crediti, tecnicamente l’atto di pignoramento consiste in un atto emanato dal Tribunale competente (di norma quello dove risiede il debitore) che ha natura esecutiva (significa che il creditore può farlo valere senza ulteriori passaggi in tribunale) che vincola determinati beni di proprietà del debitore per il soddisfacimento dei diritti di un creditore. L’atto di pignoramento viene comunicato al debitore tramite l’invio di un atto giudiziario mezzo raccomandata; è importante sapere che il codice previsto per questo tipo di comunicazioni è il 6683 (quello che trovate sull’avviso di giacenza che lascia il postino).

 

Vendere casa per evitare pignoramento? Si può fare?

La Legge non vieta al debitore di poter vendere casa per evitare pignoramento, l’importante che non ci sia già un’ipoteca o un pignoramento in corso.
Occorre inoltre tenere a mente che è possibile farlo se sono trascorsi più di 5 anni dalla firma del rogito, in caso contrario l’atto può essere oggetto di un’azione revocatoria.

Vendere una casa nel momento in cui il debitore si trova in fase di pignoramento di beni è un’operazione molto rischiosa, aggravata dal fatto che i soldi ricavati non siano destinati alla riduzione del debito verso il creditore. Il creditore, o la società di recupero crediti incaricata, accortasi del trasferimento del bene può rendere di fatto non valido il processo di vendita con la conseguente possibilità di pignoramento dell’immobile. Oltre alla revoca di vendita, l’acquirente della casa potrà avviare un processo in Tribunale per essere risarcito dei soldi investiti.

 

Come si arriva al pignoramento di un immobile?

Mi hanno pignorato casa? Come ci si deve comportare?
Al pignoramento di un immobile si arriva dopo un lungo processo:

  • Ho dei debiti e non li ho pagati. Teoricamente il pignoramento è possibile per debiti di ogni importo ma in pratica visti i costi, i creditori chiedono il pignoramento quando il debito è di almeno qualche migliaio di euro.
  • Di norma il debitore riceve prima delle sollecitazioni di pagamento “bonarie”; se si tratta di una banca ad esempio, verremo contattati da una società di recupero crediti che ci chiederà di versare gli arretrati.
  • Se non pago, il creditore potrà chiedere il “decreto ingiuntivo” ovvero una sentenza del tribunale che riconosca che gli sono debitore di una determinata somma. In questa situazione non si può ancora procedere con il pignoramento. Anche il decreto ingiuntivo deve essere notificato (le famose “buste verdi”) e quindi il debitore inizia a rischiare seriamente il pignoramento.
  • Ulteriore ed ultimo passaggio prima del pignoramento è il “precetto“: un altro documento che viene notificato con un termine perentorio per pagare il debito.
  • Solo successivamente tutti questi passaggi può essere attivato un pignoramento. Per far ciò il creditore deve tornare in tribunale, dichiarare che nonostante l’invio del precetto il debitore non ha pagato i suoi debiti e allora il Giudice lo autorizza a pignorare dei beni che verranno venduti per pagare il debito.

Come si può intuire, pignorare casa è un percorso lungo e complesso, ma che alla fine dà al creditore la possibilità di vedere la casa del debitore all’asta. Spesso in questo percorso che porta alla vendita case pignorate, le società di recupero crediti utilizzano strategie al limite del legale: le abbiamo ben descritte in questo articolo: https://pianodebiti.it/lista-10-espedienti-societa-recupero-crediti/

L’unico creditore per cui il percorso sopra descritto non vale è l’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia), che una volta notificata la cartella di pagamento, può passare direttamente alla fase del pignoramento saltando tutti gli altri passaggi!

Il pignoramento della casa successivamente porterà a un’esecuzione forzata di vendita dei beni pignorati, la cosiddetta “asta immobiliare”.

 

La prima casa è pignorabile?

Un immobile si può definire prima casa se è l’unico immobile che si possiede, e se vi si risiede. La prima casa è pignorabile se i debiti contratti dal proprietario sono verso soggetti privati quali banche e altri soggetti terzi che non siano il fisco e lo stato. Non è invece consentito il pignoramento della prima casa se i debiti del proprietario riguardano esclusivamente Equitalia e/o qualsiasi altro ente di Riscossione, e se l’immobile in questione non è considerato bene di lusso. Per capire come difendersi dal pignoramento prima casa, clicca qui.

 

Conseguenze del pignoramento

Una volta che il pignoramento è stato notificato, è come se il debitore non fosse più proprietario del bene ma solo il custode. Se in questa situazione il debitore non fa nulla a breve il bene verrà messo all’asta e venduto.

Se esiste qualche motivo di contestazione (ad esempio il debito non esiste o è minore di quanto richiesto), da questo momento non è più possibile farlo valere; il creditore potrà quindi proseguire l’azione di vendita del bene (la casa nel caso del pignoramento immobiliare) e incassare quanto gli ha riconosciuto il tribunale come suo credito.

Gli effetti di un pignoramento immobiliare sono diversi da caso a caso. E’ sempre difficile vedersi espropriare di un bene immobile di proprietà ma ci sono due casi particolarmente complessi: quanto l’immobile è la casa di abitazione del nucleo familiare e quanto il pignoramento colpisce quote di immobili possedute con altre persone (che magari ignare di tutto si vedono vendere una casa per debiti di altre persone).

In questi casi, in modo particolare è importante capire come intervenire per evitare il pignoramento o la vendita all’asta del bene.

Per scoprire i diritti dei debitori nei confronti delle società di recupero crediti ti invitiamo a leggere questo articolo.

 

Come salvare la casa dall’asta

Se si è arrivato al pignoramento dell’immobile ci sono solo poche alternative per bloccare il processo esecutivo e salvare la casa dall’asta giudiziaria.

  • Tramite rinegoziazione del debito o saldo e stralcio: esiste la possibilità di accordarsi con i creditori per bloccare l’asta; si tratta di trovare un accordo con il creditore per pagare in maniera dilazionata oppure per saldare il debito con una parte del denaro richiesto (si parla di saldo e stralcio, guarda qui il video). In entrambi i casi se la trattativa tra le due parti va in porto si procede alla firma del contratto di transazione e una volta effettuato il pagamento da parte del debitore si interrompe di fatto la procedura esecutiva.
  • Presentando una delle procedure di sovraindebitamento (la cosiddetta “legge salva suicidi“, per saperne di più clicca qui) previste dalla legge 3 2012 o dalla nuova legge 155 2017. In questo caso si presenterà un piano in tribunale che prevede il pagamento dei debiti e che in molti casi può permettere di salvare la casa anche dopo che è stata avviata l’asta immobiliare.

Ci sono casi residui in cui l’asta può essere bloccata da un Giudice (ma non contateci troppo, sono cari rari);si tratta del caso particolare in cui dopo più aste andate deserte la riduzione del prezzo sia tale da non consentire più la soddisfazione del debito. In questa situazione particolare il giudice può disporre la chiusura anticipata dell’esecuzione forzata.

Chiaramente nel momento in cui l’immobile pignorato viene venduto all’asta giudiziaria, il debitore purtroppo non è più nella capacità di poter agire per salvare la propria casa.

 

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