HomeCasi di SuccessoBloccato pignoramento dello stipendio che rischiava di durare vent’anni

Bloccato pignoramento dello stipendio che rischiava di durare vent’anni

Ciclicamente si susseguono periodi di forte tensione per l’economia globale, come quella che stiamo attualmente vivendo, e che spesso comportano crisi ancora più gravi per quelle individuali, di vero e proprio sovraindebitamento.

L’attuale crescita dei tassi d’interesse, dovuta all’inflazione, appare quasi modesta se ripensiamo a quanto invece erano terribilmente aumentati a seguito della recente crisi del 2011.

Lo ricorda molto bene uno dei nostri clienti, che per la sua riservatezza qui chiameremo semplicemente Omar.

Omar, infatti, che aveva stipulato nel 2003 un mutuo per l’acquisto della prima casa, a tasso variabile, si ritrovò improvvisamente a dover pagare una rata quasi raddoppiata, da 500,00 euro a 900,00 mensili.

E’ evidente che tale circostanza lo colse del tutto impreparato: fino a quel momento, difatti, non aveva mai avuto problemi a pagare il mutuo, anzi onorava regolarmente sia quello, sia un prestito che aveva fatto per l’acquisto dell’autovettura.

Lavorava da anni come operaio a tempo indeterminato, con uno stipendio di tutto rispetto, che però incominciò a non essere più sufficiente per pagare tutto, dato che oltre alle proprie spese doveva provvedere anche al sostentamento della moglie, purtroppo senza lavoro, e delle loro due figlie.

Fu così che la banca, a fronte delle rate del mutuo rimaste inevitabilmente insolute, mandò all’asta il loro immobile. La casa venne però aggiudicata, nel 2016, per poco più di 20.000 euro: tale cifra non fu certo sufficiente per estinguere il debito, per cui non tardò ad arrivare anche il pignoramento del quinto dello stipendio di Omar. A quel punto, la sua condizione diventò veramente drammatica. Dopo aver perso la casa, lui e la sua famiglia erano stati costretti ad andare a stare in affitto, e con lo stipendio ridotto si ritrovò in una situazione di definitivo sovraindebitamento.

La situazione del nostro cliente

Ma non era ancora troppo tardi. Fu allora che Omar decise di chiedere aiuto alla nostra società, dato che non voleva rassegnarsi all’idea di dover vivere per anni con il peso del pignoramento sullo stipendio.

Il debito residuo che aveva verso la banca era, infatti, ancora di oltre 60.000 euro, e mensilmente subiva una trattenuta in busta paga di euro 300,00. Di fatto, questo significava dover vivere con questo peso, insostenibile per la sua economia famigliare, per non meno di altri 15 anni.

Il suo stipendio sarebbe stato normalmente di quasi 1.800 euro al mese, ma così gliene rimanevano appena 1.500… troppo pochi per mantenere una famiglia di quattro persone, e pagare il canone di locazione, pari a 500,00 euro mensili.

Se solo l’importo che gli veniva pignorato fosse stato più contenuto, non sarebbe stato in difficoltà, ma purtroppo la trattenuta che subiva era obbligatoria, e non c’era alcun margine per negoziare con la banca un accordo a lui più favorevole.

Eppure, ciononostante, un’altra via d’uscita c’era, e persino migliore di quanto Omar potesse mai sperare.

La soluzione di Piano Debiti: la legge 3 del 2012

Grazie alla consulenza di Piano Debiti, per l’appunto, il nostro cliente scopre che esiste una normativa apposita finalizzata ad aiutare chi, come lui, si trova in una crisi da sovraindebitamento. Ossia, la legge 3 del 2012.

Con tutta una serie di procedure, tale disciplina permette infatti a chi è in una situazione di grave e definitiva incapacità di adempiere ai propri debiti, e senza un patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, di poterne uscire rapidamente, pagandolo solo ciò che effettivamente si può permettere.

Abbiamo appurato che Omar si trovava proprio in questa condizione, non avendo alcun bene, se non una macchina ormai di alcun valore, e comunque necessaria ai suoi spostamenti, e giusto un reddito da lavoro dipendente.

La nostra società ha ritenuto, quindi, che la soluzione ideale per lui fosse quella di proporre un’istanza di liquidazione patrimonio, proposta per cui ha ottenuto anche l’attestazione positiva da parte di un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.), ed infine l’omologa da parte del Tribunale competente.

Liberarsi dai debiti con la liquidazione del patrimonio

Ma vediamo più nel dettaglio cosa comporta questa procedura.

Come il nome lascia ad intendere, con la liquidazione viene messo a disposizione dei creditori, per alcuni anni, tutto il proprio patrimonio, eccetto quanto necessario per il sostentamento famigliare, in modo che, una volta soddisfatti sul ricavato, per la restante parte non possano più pretendere nulla.

Nel caso specifico di Omar, il Tribunale di Piacenza ha ritenuto che, per poter dignitosamente mantenere la sua famiglia, avesse diritto a non meno di 1.700 euro al mese. Pertanto, ha disposto il blocco del pignoramento della retribuzione in corso, stabilendo che il suo creditore avrebbe potuto ricevere solo la differenza dello stipendio di Omar, e per appena 6 anni.

In altre parole, terminato questo breve periodo, in cui dovrà pagare giusto 100 euro al mese, oltre alla tredicesima mensilità, il nostro cliente potrà domandare al Giudice anche l’esdebitazione, ossia verrà dichiarato finalmente libero per sempre dal suo debito.

Vuoi sapere anche tu se puoi avvalerti delle procedure di risoluzione delle crisi da sovraindebitamento? Contattaci subito, il nostro staff di consulenti è a tua disposizione!

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